In cella boss di Soziglia, in semiliberta’ trafficava droga: “vicino” ai Madonia di Caltanissetta

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E’ tornato di nuovo in carcere Giacinto Pino, il boss di Soziglia gia’ coinvolto nell’inchiesta che aveva portato in carcere la banda di Marietto Rossi. Pino, nonostante fosse in semiliberta’, di giorno organizzava un traffico di hashish per lo spaccio nei vicoli. A fermarlo sono stati i carabinieri del nucleo investigativo di Genova, coordinati dal sostituto procuratore della Dda Federico Manotti. Insieme al boss di Soziglia e’ finito in manette Andrea Faragli, il “broker” che aveva organizzato, lo scorso 15 marzo, l’arrivo di 30 chili di fumo da Milano a Genova. La droga era stata trasportata da un corriere che quel giorno era stato arrestato in flagranza. L’arresto, firmato dal gip Alessia Solombrino, e’ avvenuto questa mattina nel bar Oasi, di Ponte Reale, gestito dalla figlia di Pino. Il boss nel 1994 era stato arrestato per traffico di droga tra Turchia, Lombardia e Liguria nell’operazione “Eraclito”, in cui erano coinvolte 56 persone tra cui i fratelli Salvatore e Gaetano Fiandaca, affiliati alla famiglia Madonia di CALTANISSETTA. Il suo nome era tornato alla ribalta per l’omicidio del corriere Giovanni Lombardi, freddato da Marietto Rossi e i suoi complici. Lombardi era uomo di fiducia di Pino e stava consegnando due chili di droga alla banda. Per quella vicenda Rossi e’ stato condannato in via definitiva all’ergastolo, mentre Pino era stato condannato a quattro anni e quattro mesi per traffico di droga. Il boss ha pubblicato quest’anno un libro “Nessuno mi ha mai portato per mano. Nascere al Sud e perdersi al Nord” dove racconta la sua vita e la voglia di riscatto.

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