“E sedutosi … li ammaestrava”: Siamo venuti per adorarlo (di don Salvatore Callari)

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E’ la festa della Epifania. Gesù, non ci ammaestra con le sue parole ma con la sua presenza : con l’eloquio del suo silenzio, con la testimonianza della povertà; con l’incanto del suo sorriso. La festa di oggi è di un fascino straordinario, per la bellezza dei testi scritturistici, per il forte impulso dato alla immaginazione, per lo scenario nel quale si svolge l’evento, per la solennità di tutta l’atmosfera che ammanta i protagonisti. Il profeta Isaia crea una magica visione di luce e dei figli che vengono da lontano portando doni e proclamando le glorie del Signore. Matteo, quasi per riscontro, introduce la narrazione, con una tonalità “ di alta profilo “ . Nato Gesù a Betlemme… ecco giungere dei Magi da Oriente… e quando furono alla grotta, dinanzi a Gesù Bambino provarono una grandissima gioia…e prostratisi lo adorarono. Potremmo dire che così vista l’Epifania ci potrebbe trarre in inganno, per la spettacolarità che facilmente si immagina e ci avvolge e ci potrebbe lasciare incatenati a questa visione.
Ma quel che vale di più non è questo: è un evento ricco di simboli, quindi di insegnamenti e perciò è giusto coglierne l’importanza. E’ bello godere della presenza di Gesù che è nato per dare inizio ad un nuovo corso alla storia umana portando la luce della verità. E’ edificante l’umiltà, consapevole delle circostanze in cui nasce per suggerire che la vera “novità” è nel rinnovamento della vita; che la verità va desiderata e cercata, come i Magi, e amata, edificati dalla loro testimonianza. Non può mancare la riflessione sul significato della nascita di Gesù che viene per la salvezza di tutti gli uomini, perché di tutti è Padre e a tutti offre la possibilità di formare il Suo Regno sulla terra. L’Epifania viene detta anche festa di tutti i popoli della terra, chiamati a formare nell’unità della fede il popolo di Dio. Questo è l’aspetto missionario che è essenziale per la Chiesa. Tutti i credenti se “ avvinti” dalla fede dobbiamo cooperare , almeno, con la preghiera che tutti gli,uomini giungano alla conoscenza della verità e abbiano la salvezza.