Rassegna stampa. Il Giornale. Pensionati sempre più spolpati: dal 2011 persa una mensilità all’anno

0

Non è la prima volta che viene limitato il recupero dell’inflazione nelle pensioni.

La prima stretta è del 2011. La mancata perequazione faceva parte del decreto Salva Italia del governo Monti. Finito nel mirino della Corte costituzionale, poi rimodulato e prorogato, il freno al recupero del caro vita sarebbe dovuto scomparire quest’anno. Ma la legge di Bilancio 2019 l’ha rimesso in campo e prorogato fino al 2021.

Il Servizio Politiche previdenziali della Uil ha sommato i tagli già subito con quelli che arriveranno. Per una pensione che nel 2011 era pari a 1.500 euro lorde mensili, quindi tra le tra le 3 e le 4 volte il trattamento minimo, la perdita al 2019 è «pari a 79 euro al mese, oltre 1.000 euro annui».

Se si considera anche il nuovo blocco, una pensione che nel 2011 era pari a 1.500 euro lorde mensili, «subirà una perdita complessiva pari a 94,62 euro al mese.

Se non ci fossero stati i blocchi, un pensionato da 1.500 euro del 2011 oggi ne guadagnerebbe 1.642. Con i blocchi ne incassa 1.547. Sono 1.230 euro annui in meno, equivalente a una mensilità netta persa anno, che per effetto dei blocchi previsti, anche per i successivi 2 anni, fino al 2021, sarà destinata a crescere»

Il mancato recupero si aggrava per gli importi più alti. Un pensionato con un assegno pari a 4.000 euro lorde mensili il mancato incremento, sarà «pari a circa 6.500 euro lordi annui, -12,88%. Ciò si traduce in circa 2,5 mensilità nette in meno ogni anno per sempre». Senza blocchi l’assegno sarebbe stato di 4.532 euro, per effetto delle leggi Monti e di quella Di Maio, sarà di 4.031. Al mese la perdita è di 500 euro al mese. Per il sindacato guidato da Carmelo Barbagallo, «con il blocco della perequazione delle pensioni continua la persecuzione nei confronti dei pensionati italiani in atto dal 2011». Quindi «bisognerà porre fine a questo prelievo forzoso a discapito di milioni di pensionati». Il sindacato chiede di «ripristinare la piena indicizzazione delle pensioni, chiedendo un recupero del montante perso in questi anni».

Le pensioni sono al centro dell’offensiva delle opposizioni contro la legge di Bilancio. Ieri Forza Italia ha incontrato i sindacati dei pensionati.

I deputati azzurri Renata Polverini con Paolo Zangrillo e Carlo Fatuzzo hanno incontrato Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, Andrea Cuccello, segretario confederale della Cisl, e Antonio Pellegrino, Spi – Cgil. La manovra «è contro le persone per bene che pagano o hanno pagato i contributi», ha commentato Polverini. «Conte con aria sprezzante ha paragonato i pensionati e loro lamentazioni all’avaro di Moliere, un ricco lui sì che non si accorge di pochi spicci. Loro si sono riempiti la bocca della Fornero e invece hanno fatto peggio», ha commentato la vicepresidente della Camera Mara Carfagna. (Fonte ilgiornale.it)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here