SUTERA – A Marineo, domenica 2 settembre, alle ore 18:00, il cantastorie suterese Nonò Salamone riceverà la prestigiosa targa “Francesco Grisi”, riconoscimento meritato per la sua illustre attività artistica e culturale. La commissione giudicatrice ha assegnato il premio a Nonò Salamone, considerato uno degli “ultimi cantastorie siciliani, un’artista che ha portato il canto e la tradizione siciliana in tutto il mondo, soprattutto dove vivono i nostri emigrati”. Un riconoscimento quello dato a Nonò Salamone che, al culmine di una splendida carriera artistica, celebra un poeta, un cantastorie, già affermato per la sua collaborazione con poeti e cantastorie siciliani. Ricordiamo la sua collaborazione artistica con il poeta dialettale Ignazio Buttitta e con la grande cantautrice Rosa Balistreri. Muli a pisari nelle spianate di grano giallo, sudori di una fatica secolare di li viddani, amuri di una terra amara e bedda. Questa la tessitura narrativa che accompagna le immagini e le melodie del cantastorie, memorie di un recente passato che non è più tradizione. Quella del cantastorie un’arte, una professione d’amore nei confronti della propria terra, riscatto di una cultura popolare cui non rimaneva altro se non il lamento, la disperazione, i sentimenti di sconforto per una condizione ingiusta, per un destino ingrato. Anche semplice gioia nel racconto del cantastorie: lo screzio tra innamorati, le piccole vicende quotidiane dei lavoratori nei campi e i pettegolezzi delle comari. Un mondo che ritorna vivido nel ricordo, fresco e sanguigno, tra vicoli e piazze di paese, ritornando dalla dura fatica quotidiana. Con Rosa Balistreri diversi spettacoli e svariate collaborazioni, marcati dall’impegno politico e dal desiderio di far conoscere la cultura subalterna: la differenza antagonista tra la classe proletaria e la cultura egemone della classe borghese. E con tale impegno nasce il paradigma di una esistenza povera, raccolta nelle stalle, cibata da scarsi alimenti, dignitosa con le sue pezze sul sedere. Racconti pasoliniani di vita contadina agli albori della protesta, già consapevole della lotta contro li padruna. Con il passare del tempo il cantastorie arricchisce con temi di attualità le vicende narrate. In Salamone prevale l’interesse per il sociale, lo sguardo attento ai fatti di sangue, la denuncia della mafia, il porsi in contrasto con l’istituzione collusa dando voce alla rabbia dei cittadini che subiscono violenza. E incontra un altro dalla schiena diritta che dice quel che pensa senza paura, che attacca in piazza i capi bastone, che non fugge dinanzi alla minaccia: Ignazio Buttitta. Memorabili le canzoni politiche ispirate dai testi del poeta dialettale: Portella della Ginestra, Turiddu Carnevali, Li surfarara, Vintimila picciriddi, Trenu di lu suli. (Tonino Calà)
Premio Marineo targa “Francesco Grisi” a “Nonò Salamone”
Sab, 01/09/2018 - 07:45
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