Montedoro, recupero batterie al piombo esauste

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MINTEDORO – A giorni,  presso il Comune di Montedoro partirà il servizio di raccolta e di riciclo delle batterie al piombo esauste. Infatti, la giunta comunale, su proposta del vicesindaco Renzo Bufalino, ha firmato una convenzione, per il ritiro ed il recupero delle batterie al piombo esauste, con la Think green Srl, azienda specializzata nella messa in riserva, trattamento e recupero degli accumulatori al piombo esausti. L’attivazione del servizio avverrà a costo zero per il comune ed eviterà l’abbandono di questi rifiuti pericolosi che, una volta esauriti, possono costituire un potenziale pericolo per l’ambiente, in quanto contengono componenti di elevata tossicità: il piombo, un metallo pesante e quindi tossico nocivo e l’elettrolita, ossia l’acido solforico, liquido particolarmente corrosivo e inquinato da piombo. Ad ogni utente che porterà presso i locali del comune una batteria al piombo esausta, appartenente a tutti i tipi di mezzi di trasporto (automobili, barche, motocicli ecc.), sarà corrisposta immediatamente una somma di denaro in base al peso dell’accumulatore ed alla quotazione mensile che viene attribuita al piombo dalla London Metal Exchange. Mentre negli altri comuni dove è la Think Green srl ha stipulato la medesima convenzione i cittadini ricevono buoni spesa o buoni carburante, la ditta di recupero batterie di Favara ha deciso di sperimentare nel piccolo paese del Vallone l’utilizzo del denaro contante quale mezzo incentivante. “L’avvio di questo servizio è l’ulteriore conferma dell’attenzione posta da questa amministrazione alla salvaguardia dell’ambiente. Siamo inoltre i primi della Srr Caltanissetta Nord – aggiunge il vicesindaco Renzo Bufalino – ad aver attivare questo tipo di convenzione. Con il ritiro e riciclo delle batterie al piombo esauste avremo tre benefici: eviteremo l’abbandono di questi rifiuti pericolosi; i cittadini riceveranno una piccola somma di denaro in cambio della batteria consegnata; e il comune concorrerà al raggiungimento delle percentuali di raccolta differenziata imposte dall’attuale legislazione.”