CALTANISSETTA – Un lettore ha segnalato alla nostra redazione, tramite e-mail e foto, le mutilazioni vandaliche inferte ad alcuni alberi ella nostra Città. Di seguito il contenuto integrale della segnalazione.
Nella via Colajanni di Caltanissetta, dal civ. 44 al 50, quattro alberi hanno subito, da parte di ignoti, l’asportazione della corteccia su tutta la circonferenza del tronco. Come è noto, la corteccia è essenziale per una pianta, è la strada per veicolare le sostanze indispensabili per la suo sviluppo, se si rimuove la corteccia, anche di pochi centimetri su tutta la circonferenza del fusto la pianta muore, non ci sono riserve! Raramente alcune possono rivegetare dalla base oppure nella parte sottostante della ferita, ma nel caso che segnalo, come si rivela dallo scatto fotografico, le ramificazioni e il fogliame sono già privi di vitalità. Che dire! Nella nostra Città, neanche i nostri alberi possono crescere con la loro sequenza naturale. Da parecchi anni ormai l’Ailanto, di origine cinese, il cosi detto macarbone, ha preso il sopravvento. Cresce dovunque, anche tra le crepe dell’ asfalto; è inestirpabile e inestinguibile. In barba al nome, l’ailanto o albero del Paradiso, alligna come l’ erba cattiva di biblica memoria. Tanto più che, soprattutto se tagliata o recisa alle radici, acquista nuova forza, caccia nuovi polloni e si moltiplica, ricrescendo dai suoi stessi frammenti come le testa dell’ Idra. Una pianta sempre più comune nelle nostre campagne, lungo greti e scarpate. E anche in città, nell’ asfalto e in zone incolte come nell’area ex distributore Esso, in via Colajanni. Ma questa è unaltra storia. Sarebbe mio desiderio che nella zona, dove l’autore o agli autori hanno commesso questo atto incivile provocando volutamente le ferite mortali ai quattro alberi sopra citati, venissero piantati alberi di Ailanto. Faccio appello allOrgano competente del Comune affinché disponga la rimozione degli alberi da me citati disponendo anche la piantumazione di altrettanti alberi. Se ciò accade ringrazio in anticipo!
Angelo Sole

