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Palermo, pubblicità raccolta rifiuti con…suocera. Infuria la polemica

Redazione

Palermo, pubblicità raccolta rifiuti con…suocera. Infuria la polemica

Sab, 03/01/2015 - 20:05

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rapPALERMO – L’immagine di divani e frigoriferi che hanno fatto il loro tempo e da buttare, legati con una corda a una signora attempata dai capelli grigi, che sembra proprio una suocera. E la scritta: “Chiamaci verremo sotto casa a prelevare tutti i tuoi ingombranti… Quasi tutti!”. E’ la pubblicita’ ‘istituzionale’ della Rap, l’azienda di igiene ambientale del Comune di Palermo che campeggia sui maxicartelloni della citta’. E anche sui social network. Gia’ perche’ l’accostamento di una donna ai rifiuti non e’ piaciuta a molti. “In un momento in cui le mogli sono oggetto di violenza, e’ un brutto messaggio”, dice Ignazio su Facebook. Con il presidente della Rap Sergio Marino a rispondere un po’ incautamente su Twitter: “La suocera e’ un simbolo! Non e’ ne’ donna ne’ uomo! E comunque volevamo condannare chi intende disfarsi di uomini e cose. Spero sia compreso!”. 

“Lei non ha idea del messaggio che passa”, cinguetta Lorendana. “Qualcuno e’ disturbato! Maschilismo e omofobia si generano anche se coloro che dovrebbero scriverne non lo fanno”, e’ la controreplica piccata del numero uno dell’azienda rifiuti.

C’e’ chi come Stefania Petyx prova a stemperare i toni: “Per metterla sullo scherzo, quella raffigurata non e’ una moglie bensi’ una suocera”. La segue Serena: “L’hanno interpretata drasticamente… A me fa ridere”. “Non c’e’ nulla di ironico – twitta Palermo5stelle – in qualsiasi figura femminile paragonata a rifiuto. E’ la fiera degli stereotipi”.

Taglia corto il gruppo Idv in consiglio comunale: “Questa demenziale pubblicita’ va sospesa immediatamente. Non possiamo assistere a uno spreco cosi’ assurdo e offensivo di soldi pubblici. Il sindaco intervenga e faccia sospendere questa pubblicita’ indegna, richiamando la societa’ Rap a fare meno cretinate pubblicitarie e a migliorare invece il servizio che e’ ancora lontano dalla sufficienza”.

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