
Da destra, Alberto Mancini premiato alla cerimonia con il Segretario Regionale della Consap Igor Gelarda
La decima edizione del premio Don Pino Puglisi vedrà tra i suoi premiati un poliziotto che, in servizio presso una unità di emergenza di accoglienza migranti della Polizia, ha contratto una infezione tubercolare latente per non essere dotato delle idonee dotazioni di protezione personali. Alberto Mancini, assistente Capo della Polizia di Stato, 50 anni di cui 31 passati in Polizia vive e lavora nel Lazio ed ha passato un brutto periodo durante l’ultimo anno. Dopo avere scoperto di essere stato contagiato – ma non è mai stai in uno stadio infettivo per gli altri – è cominciato il suo calvario di esami e profilassi, ansie e dispiaceri. Grazie all’appoggio datogli dal sindacato di polizia Consap, che lo ha nominato suo dirigente, e da Assotutela ha deciso di denunciare pubblicamente la vicenda e di muoversi legalmente per il danno che ha subito.
Oggi è lieto di trovarsi a Palermo per la premiazione dove ad accoglierlo, insieme agli altri suoi colleghi ci sarà il segretario regionale della Consap Sicilia Igor Gelarda che lo ha proposto agli organizzatori del premio Don Pino Puglisi, e che aveva denunciato la mancanza di adeguati dispositivi dei poliziotti impegnati in Mare Nostrum.
“Ho accolto con entusiasmo e riconoscenza la proposta della segreteria regionale Consap Sicilia, dell’amico Igor Gelarda in particolare – dichiara Alberto Mancini – di segnalare il mio nome per questo evento. Ringrazio sentitamente gli organizzatori e la città di Palermo e sono certo che i problemi gravi del Paese in cui viviamo hanno come sola speranza di risoluzione l’onestà ed il coraggio di tutti gli Italiani. Dopo la vicenda che mi è capitata sono stato invitato, ed anche insistentemente ricercato, da alcune tra le principali trasmissioni televisive per raccontare la mia storia. Non ho accetto nessuno di quegli inviti, benché taluni resi più appetibili da compensi o appannaggi. In un paio di casi mi è stato anche “garantito l”anonimato” attraverso la contraffazione della voce e il travisamento del volto. Non ho accettato nessuno di questi inviti perché ho combattuto, combatto e combatterò sempre a viso aperto, come ha fatto Don Pino Puglisi, denunciando le cose che non funzionano”.
“Sono felice, conclude il Segretario Regionale Igor Gelarda, che un premio così prestigioso e così importante come questo sia stato dato ad un poliziotto che ha fatto il suo dovere fino in fondo, senza tirarsi indietro, ed è rimasto vittima di una cattiva organizzazione della stessa amministrazione per cui lavora. L’Italia è piena di Poliziotti che fanno nell’ombra, in silenzio, ma costantemente e con dedizione e passione il proprio dovere”.

