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“L’altra Faccia”, mostra fotografica “CL attraverso lo specchio”: insolito ma vincente connubio di arte e denuncia sociale

Redazione

“L’altra Faccia”, mostra fotografica “CL attraverso lo specchio”: insolito ma vincente connubio di arte e denuncia sociale

Mer, 24/12/2014 - 12:38

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Discarica abusiva in località castello di Pietrarossa

Discarica abusiva in località castello di Pietrarossa

CALTANISSETTA – Grande successo per la mostra fotografica dal titolo “CL attraverso lo specchio”, targata “L’Altra Faccia” e realizzata e curata da Alessandro Ciulla. Sono state presentate le ultime novità in chiave creativa, soprattutto in merito alla parallela denuncia di discarica abusiva in località castello di Pietrarossa, già inoltrata alle autorità competenti

 L’inaugurazione si è tenuta giovedì 18 Dicembre 2014 dalle ore 20.00 presso i locali della scalinata Bellini di Caltanissetta (accanto Teatro Margherita). La mostra fotografica “CL attraverso le specchio” rappresenta una serie di 10 riflessioni fotografiche di grande attualità su alcune situazioni della nostra cittadina. Il titolo e il concetto di questa particolare serie di scatti si ispirano alla famosa fiaba di L. Carrol. Infatti così come Alice, stanca dell’ordinario, attraversò le specchio alla ricerca di un mondo surreale… una surreale Caltanissetta, attraverso lo specchio della realtà, vuole raccontarci la bellezza dei propri simboli e patrimoni, urlandoci tramite l’assordante silenzio di queste riflessioni fotografiche, alla ricerca dell’ordinario.

GLI OBIETTIVI DELLA MOSTRA:

• Denunciare formalmente alle autorità la presenza di una pericolosa discarica abusiva, contenente amianto, situata ai piedi del simbolo per eccellenza della città di Caltanissetta, ai fini di una sua veloce rimozione e bonifica;
• Sensibilizzare e informare la cittadinanza su alcune specifiche e puntuali problematiche, attraverso uno strumento alternativo quale l’espressione creativa del mezzo fotografico;
• Sensibilizzare la cittadinanza al normale e giusto dialogo con le autorità e l’amministrazione, privo di polemiche gratuite, atto a incentivare sia il dovere civico dei cittadini (come quello di denunciare e segnalare in questo caso una discarica abusiva), sia il sentimento di fiducia negli enti preposti;
• Presentare alla cittadinanza e a chi di competenza, avvalorando lo spirito costruttivo di questa iniziativa, una proposta concreta di progetto possibile, attraverso anche il lancio di una petizione. Una serie di piccoli facili interventi che oltre a risolvere il problema in sè potrebbero contribuire a un più organico risultato coinvolgendo il centro storico e il suo rilancio turistico. in armonia con quanto sta già iniziando a realizzarsi in città e le problematiche ancora irrisolte, convogliando più problemi di natura anche molto diversa tra loro, in un’unica soluzione innovativa;
• Raccogliere fondi tramite la vendita delle stesse fotografie ai fini di autofinanziare lo sviluppo di uno strumento gratuito al servizio del cittadino (il prossimo obiettivo del progetto l’Altra Faccia).

IL PROGETTO “L’ALTRA FACCIA” è fondamentalmente un’opera di sensibilizzazione e informazione per i nostri concittadini, dal motto “Perché sapere è già mezza battaglia” e dall’originale e surreale approccio creativo per catturarne così l’attenzione.
Lanciato nel 2007 da un giovane imprenditore nisseno, tornato dopo gli studi per investire nel rilancio del turismo della sua città a dispetto delle attuali tendenze. Nasce inizialmente come semplice e amatoriale reportage, un piccolo censimento per fare il punto della situazione e per informare di tutte quelle problematiche nascoste dietro la Faccia dei corsi principali, negli antichi quartieri, per combattere la quasi totale mancanza di percezione di queste realtà che riscontrava nelle persone intorno a sé. Il motto di quei primi reportage era infatti “si fa finta di non vedere.. mentre si passeggia per le Vare”, divenendo così la prima inchiesta pubblica sul degrado cittadino. E dopo il celebre incontro con un “alligatore” che affiorava dalla fontana del Tripisciano, il centro storico nel quale ha sempre vissuto quindi si trasforma, diventa una fiaba. Si tinge di fratture spazio-temporali, laddove il passato e il presente collassano nel bianco e nero di un non futuro. Ma la speranza c’è e trasale ogni qualvolta l’occhio viene catturato da un particolare tanto degradato da divenire affascinante, colorandosi di paradossi; in un surreale tour del cuore dell’entroterra siciliano questi scatti ci raccontano una muta fiaba decadente, stridente, ambientata tra rioni fantasma e risorse dimenticate. Una di quelle storie dal tanto agognato lieto fine che sembra non arrivi mai, di cui noi siamo già oggi i posteri con l’onere di non rimandare più l’ardua sentenza.
A partire poi dagli anni 2010 e 2011 il progetto si è evoluto, grazie al riscontro e agli input della cittadinanza che ha iniziato a partecipare attivamente alla rete fotografica e alle mostre e iniziative, in un vero e proprio strumento gratuito (oggi in fase di ultimazione) al servizio del cittadino per poter segnalare fotograficamente tutto ciò che è inerente allo spirito de L’Altra Faccia.
LA FILOSOFIA duplice del progetto si identifica nelle due Facce di una stessa Medaglia: la nostra amata cittadina di Caltanissetta.
1) Da un lato la faccia della medaglia “nascosta nella sabbia”, che sia “per sindrome da struzzo” o nel tentativo di insabbiarla. Ovvero tutto ciò che è opportuno che un cittadino segnali (come ad esempio discariche abusive) o che è un peccato che versi in uno stato di degrado ed abbandono (monumenti, risorse, infrastrutture, con particolare attenzione al centro storico) ai fini di renderlo pubblico stimolando interventi, idee e sinergie.
2) Ma esiste un altro lato della medaglia, un’Altra Faccia, quella “da mostrare a testa alta”, quella a cui puntiamo! Dove si segnaleranno, valorizzandoli ed encomiandoli, tutti quegli atteggiamenti virtuosi, interventi innovativi, sostenibili, tutto ciò che insomma risulta essere realizzato in “stile 2.0” e permeato da spirito civico, come iniziative di arredo urbano, orti urbani, start-up innovative, progetti per il cittadino o il recupero e utili riconversioni di edifici abbandonati. Ma in primis tutti quegli interventi risolutivi scaturiti proprio dalle segnalazioni stesse dell’Altra Faccia, enfatizzando così la buona fede e operosità di chi è intervenuto, approdando ad una migliore percezione degli enti preposti e una loro più facile puntualità di intervento. “Perché il degrado è figlio delle spalle girate altrove”.

*PETIZIONE CITTADINA PER IL RECUPERO DEL PARCO URBANO “PIETRAROSSA”E DELLO SPAZIO VERDE DI VIA MEDAGLIE D’ORO. PROMOSSA DAL COMITATO SPONTANEO “L’ALTRA FACCIA”. Di seguito il testo della petizione

1)Che venga bonificata dai rifiuti e recuperata alla fruizione l’area adibita a parco che va dai piedi del Castello di Pietrarossa fino al suo fondovalle. Con la conseguente ed effettiva apertura del “Parco urbano di Pietrarossa”, che se ben attrezzato e recintato diverrebbe un’importante risorsa per i concittadini nonché mèta attrattiva turisitica. Sembra incredibile che dopo tanti anni dall’esproprio ai fini di un’opera di bonifica e la definizione di un parco di pubblica fruizione di tale grandezza, (vicinissimo addirittura al centro della città, raggiungibile sia dal macello che da San Francesco e dagli Angeli), anziché integrarlo al tessuto cittadino, sfruttarlo, valorizzarlo o promuoverlo, abbiamo lasciato che si degradasse, fino a divenire addirittura una perenne discarica abusiva, oggi più che mai pericolosa per i crescenti quantitativi di eternit.

2)Che l’area verde accanto al bocciodromo di via Angeli, subito dopo via Medaglie d’oro, venga riqualificata a giardino urbano. Quest’area, chiusa da una fatiscente recinzione che la isola dal quartiere, contribuisce non poco al suo degrado. Il suo recupero con la rimozione del recinto, la realizzazione di camminamenti, la piantumazione di alberi e cespugli e ad esempio il coinvolgimento di giovani artisti locali per un arredamento urbano intelligente e a basso costo, riqualificherebbe tutto il tratto che da San Domenico arriva al Cimitero oltre a creare un luogo di frequentazione ed aggregazione.

I sottoscritti fanno notare che grazie a questi due interventi si verrebbe a determinare in modo qualificato un percorso che, partendo dalla chiesa di Santa Croce passa da S. Domenico e S. Giovanni (così come da Viale Regina Margherita – S. Giuseppe – S.Francesco o da altri possibili assi di punti d’interesse) scende finalmente al Cimitero Monumentale, alla Chiesa di Santa Maria la Vetere (appena restaurata), al Castello di Pietrarossa ed al citato Parco Urbano, ovvero alla splendida e antica culla della nostra città. Evidentemente un percorso intenso e di alto valore storico, culturale, artistico e ambientale. Un itinerario turistico (facilmente pedonale o ciclabile) che farebbe da sistema arterioso per l’intero centro storico, ossigenandone i vari organi.

 

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