MARIANOPOLI – Con un Convegno ed una semplice e suggestiva cerimonia di scopertura della lapide a ricordo dell’evento, domenica 12 ottobre in Chiesa Madre a Marianopoli è stato commemorato il bicentenario della morte del Sacerdote Padre Salvatore Benvenga. Assieme al Parroco don Giuseppe Di Rocco ed al Sindaco Carmelo Montagna è intervenuto con una approfondita relazione storica il Prof. Luigi Bontà. I lavori sono stati attentamente seguiti da un folto ed attento pubblico.
In particolare, dopo l’introduzione del Parroco, il Sindaco ha delineato gli elementi di riferimento storico e Luigi Bontà ha trattato la grande figura del Sacerdote Salvatore Benvenga, ancora viva nella memoria popolare con fama di santità come “Patri don Sarbaturi”, a 200 anni dalla morte per assassinio nelle campagne del feudo Scala di Mussomeli.
Padre Benvenga era nato verso il 1778 e morto assassinato barbaramente, a 36 anni, il 14 ottobre 1814.
La dinamica e le motivazioni dell’assassinio le ha riassunte bene il Sacerdote di Marianopoli Luciano Castrogiovanni (1878-1915) che ne scrisse su “L’Aurora” del 31.5.1903, periodico cattolico nisseno.
La vicenda ricordata si intreccia fortemente con quella delle origini stesse della municipalità: siamo cinque anni dopo la “fondazione” ufficiale di “Marianopolis” (1801) per volontà del Barone di Raddusa Vincenzo Benedetto Paternò Lombardo, che dal 28.10.1806 è anche Marchese di Manchi di Bilici proprio per avere costruito l’abitato. Per la serie di “assenze” storiche di Autorità a presidio del territorio, nessuno si occupò seriamente dell’omicidio e forse non vi fu nemmeno un processo penale. Gli unici a ricordarlo furono i suoi semplici devoti contadini, che fino al 1933 facevano da Marianopoli e Mussomeli un pellegrinaggio al luogo del martirio presso la Roba di Scala Vecchia, in contrada “mmarruggidru’, dove c’era una piccola edicola votiva vicino al fiume Belici; in quell’ anno una forte piena del fiume la distrusse. All’interno dell’edicola era conservato un quadro di modeste dimensioni raffigurante la scena dell’omicidio. Si ha notizia che attualmente il dipinto originale si trova in una cappella privata vicino Mussomeli, in contrada Mandra di Piano. E’ ancora in circolazione a Marianopoli un santino/ex-voto d’epoca dal quale la pittrice locale A. Farinella ha tratto l’immagine che l’Amministrazione ha voluto riprodurre e diffondere per l’occasione. In particolare il Sindaco ha voluto evidenziare che la figura e l’opera di Padre don Salvatore Benvenga, per la sua triste sorte terrena somiglia in maniera impressionante a quella di Padre don Pino Puglisi, ucciso a Palermo il 15.9.1993, per avere semplicemente fatto il suo dovere pastorale di Sacerdote in zona di mafia. Ha poi ricordato che con la Del. Cons. Com. n.15 del 16/5/2013 è stato intitolato alla memoria di Padre Don Salvatore Benvenga il Museo Etnoantropologico Comunale di Marianopoli, dove sono radunati gli oggetti e gli strumenti del lavoro umile dei contadini, che lo venerarono da subito per fama di santi

