CALTANISSETTA – Il padre, uno dei ras locali negli anni della Dc tendenza Lima, nel senso di Salvo, raggranellava consensi a colpi di “auguri di compleanno” e di vagonate di pacchi di pasta. Lo zio, mente raffinata con doppia laurea al seguito, che fu anche “onorevole” della “buttanissima” regione siciliana, sprizzava veleno da tutti i pori. La cugina, cresciuta a pane e comunismo, e che in una terra normale avrebbe dovuto scalare tutti i piani della politica fino a varcare l’ingresso di Montecitorio o Palazzo Madama, resterà per sempre la “Migliore” ma senza poltrona. Benvenuti nel fantastico mondo dei Falci. Non c’è stagione della politica nissena in cui la “famiglia” (nel senso di Peppe? O in quello di Fiorella?) non faccia sentire il proprio peso a Palazzo del Carmine e dintorni. Oggi tocca a lui, all’Amedeo figlio di Peppe, di formazione democristiana, certamente, ma con retaggi di quell’ambientalismo “noioso” e politically correct, fatto di ben pensanti e di Ermete di Realacci di turno. Assessorati di un certo peso gravano sulle curve spalle dell’ultimo dei Falci. Su tutti l’ambito settore dei rifiuti. Settore attorno a cui gira il business in odor di “legalità”. Basterà il pullover alla Marchionne ad arginare la cordata di viale dell’Astronomia?
Federico Ranaldi

