Se la proposta sul palazzo che fu Bankitalia-Nissa fosse stata segnalata e argomentata da una persona autorevole e brillante come l’ex parlamentare Mario Arnone, non avremmo avuto dubbi. Chapeau. Ci saremmo precipati a sottoscriverla. A pubblicizzarla. Avremmo persino organizzato un convegno con Rodotà, Zagrebelski e Marco Travaglio. Ma tant’è. Invece, la figura dell’architetto Rumeo, esponente illustre del circolo Pd “centro storico” e autore della lettera-proposta su Bankitalia-Nissa, nasconde un retrogusto dal sapore di “legalità”. Ecco. Non proprio i principi di “legalità” di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Federico Ranaldi

