SAN CATALDO – Se durante il Consiglio Comunale scorso avevamo dato a certa opposizione il beneficio del dubbio, quello che ne è seguito lodirime senza incertezze: la proposta di riduzione delle indennità è tristemente intrisa di demagogia, è pretestuosa e provocatoria. Non solo, dobbiamo constatare con dispiacere che nuovi rappresentanti della politica purtroppo ricadono in antichi vizietti di certa vecchissima politica che racconta le cose in modo fazioso e per la parte che le interessa di più. A danno e beffa della verità.
Precisiamo che non intendiamo rispondere ad attacchi individuali e di bassissima lega, facendo riferimento a singole frasi estrapolate dal contesto.
Ma andiamo con ordine. A presentare la mozione è il gruppo di riferimento del centrodestra, tra le cui fila milita un consigliere ex-Primavera sancataldese (area di centrosinistra) che, durante la discussione nel 2012 di identica mozione, non interviene né fa propria la proposta dopo il ritiro del proponente. Sempre nel 2012, a proporla è stato l’ex consigliere Giuseppe Scarlata, poi candidato sindaco dello stesso centro-destra, che durante la scorsa campagna elettorale rifiuta di firmare un “patto” proposto dalla associazione Arci che riguardava proprio la riduzione del 50% delle indennità: spiegandone, correttamente, per filo e per segno tutti i perché e i percome. Stesso rifiuto poi venuto dall’ex candidato sindaco dello stesso PD che ora sente l’improvvisa esigenza di portare avanti questa battaglia. Argomento che, va detto, non è stato mai discusso in fase di campagna elettorale e che non è presente nei programmi di entrambi gli schieramenti politici.
Spieghiamo la mozione, perché è giusto specificare anche la scarsa competenza in materia di conti pubblici da parte dei proponenti. La mozione prevedeva la riduzione del 50% SOLO per chi non fosse in aspettativa di lavoro. Cosa che già avviene senza che si presentino mozioni: le indennità, infatti, si riducono AUTOMATICAMENTE del 50% se l’amministratore non va in aspettativa (e a questa amministrazione è stato “chiesto” di non farlo, perché questo consente di dimezzare automaticamente le indennità). Come non considerare provocatoria e demagogica?L’opposizione preferisce che gli amministratori vadano in aspettativa, gravando il doppio sulle casse comunali?
Non solo, la mozione non teneva neanche conto di tanti aspetti: di chi non è aspettativa e va in part time, di chi è disoccupato o tirocinante, di chi in questo momento guadagna meno proprio perché in politica. Una mozione, insomma, fatta senza alcun approfondimento.
Altro errore procedurale piuttosto marchiano: il Consiglio non può deliberare sulle indennità della Giunta, ma solo ed esclusivamente su quelle del Consiglio stesso.
Ma andiamo oltre, e raccontiamo anche gli altri aspetti. Nessuno finora lo ha detto né volevamo dirlo, ma questa Amministrazione va in trasferta con mezzi privati, benzina pagata di tasca propria e senza alcuna nota spesa da presentare per eventuali rimborsi. Questa amministrazione non ha chiesto né scheda cellulare né cellulare “aziendale”, come avvenuto in passato. Quest’anno, per risparmiare su tante piccole spese, si è spesso intervenuti con contributo privato: per fare un esempio, il pagamento del carburante per il gruppo di continuità usato durante le rappresentazioni “Teatri di Pietra”, quattro serate di nafta pagate di tasca dal Sindaco Giampiero Modaffari. O la relazione geologica e i rilievi a titolo gratuito fatti dall’Assessore Angelo La Rosa per l’area di ammassamento e ricovero nel quartiere Santa Maria di Nazaret.
Tutto questo l’opposizione non lo dice né vuole dirlo: in consiglio elogia l’amministrazione per l’impegno “h24”, lanciando però all’esterno messaggi di tutt’altro tono e contenuto. Parla di “segnali” da dare alla cittadinanza, quando i segnali ci sono e sono fortissimi: impegno lavorativo costante e più che a tempo pieno, il coinvolgimento incessante, sempre a titolo gratuito, di almeno altre 30 persone a supporto dell’Amministrazione che operano in vari settori.
Il messaggio dell’opposizione non ci appartiene perché è su una linea di antipolitica lontana dai nostri costumi: gli amministratori prendono delle indennità che sono tra le più basse d’Italia, mentre in Consiglio Comunale si percepisce un gettone di presenza inferiore ai 20€ netti: per molti, andare in Consiglio o Commissione costituisce persino un lucro cessante perché libero professionista. Diciamo di più: in molti altri Comuni, qualcuno anche vicino, i Consiglieri percepiscono un’indennità mensile vicina, o addirittura superiore a uno stipendio mensile medio.
I nostri consiglieri comunali non vivono di politica, lo fanno per passione sapendo di dover dedicare tempo che, inevitabilmente, verrà sottratto al lavoro, alla famiglia, ai propri interessi. Ed è giusto che i cittadini elettori pretendano da chi hanno votato un impegno serio e costante. Lo scarso rimborso spese è un piccoloriconoscimento di questo impegno, ma anche delle responsabilità conseguenti. L’alternativa sarebbe quella di lasciare la politica ai rimasugli di tempo.
L’opposizione vuole dare un segnale forte? Che lo faccia e cominci con le proprie deputazioni regionali: due deputati dell’Ars al mese ci costano tanto quanto un anno di consiglio comunale, commissioni comprese. Il Pd e le forze di centrodestra hanno deputati regionali e nazionali: a rappresentare i proponenti della mozione c’è persino chi ha fatto la guerra per percepire la doppia indennità, nazionale e regionale. Cominciassero politicamente e pubblicamente a prendere le distanze da questo, a chiedere il risparmio vero a chi può davvero risparmiare e dove il risparmio è sensibile.
Noi abbiamo già lavorato in questo senso: la nostra guerra agli sprechi è senza sosta. Non solo, anche il reperimento di nuove entrate, di nuovi finanziamenti: in poche settimane abbiamo messo in cantiere progetti che superano i due milioni di euro; in poche settimane abbiamo recuperato decine di migliaia di euro che altrimenti sarebbero andate perse; abbiamo già risparmiato e lo faremo ancora con più forza e convinzione.
Come detto in Consiglio Comunale, non accettiamo lezioni di moralità da nessuno. E se l’opposizione vuole dare un vero “esempio”, faccia come fatto da “Riprendiamoci la Città”: nella scorsa amministrazione, nei primi tre mesi presentammo le proposte per l’adesione al “Patto dei Sindaci” e alla “Strategia rifiuti zero 2020”, che sono stati un lavoro importante e un’occasione di enorme portata per la Città. In questi tre mesi, l’opposizione è riuscita invece a partorire il topolino dellamozione sulle indennità: sinceramente, speravamo che il contributo fosse più sostanzioso per la Città.
Per concludere, altra cosa che l’opposizione si guarda bene dall’ammettere, questa maggioranza si è esposta pubblicamente, firmando un “Patto Etico”, in cui ciascun consigliere e ciascun amministratore si impegna a sostenere attività di volontariato o famiglie bisognose, secondo le proprie possibilità, con quello che percepisce come indennità. Su questo non vogliamo fare pubblicità becera e di scarso gusto raccontando ciò che abbiamo fatto finora, ma rimaniamo convinti che un risparmio globale praticamente ininfluente possa essere più utile se canalizzato specificatamente su attività e famiglie davvero bisognose: come abbiamo con discrezione fatto, facciamo e faremo in futuro.
I CONSIGLIERI DI MAGGIORANZA

