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Il premier Renzi a Gela: ”Sud traino per il Paese. Fare di più sui fondi Ue”

Redazione

Il premier Renzi a Gela: ”Sud traino per il Paese. Fare di più sui fondi Ue”

Gio, 14/08/2014 - 22:03

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imageCALTANISSETTA – Il premier è arrivato intorno alle 16 nella cittadina nissena dove ad attenderlo c’era anche il presidente della Regione Rosario Crocetta. Dopo un vertice al Comune per discutere del Petrolchimico dell’Eni è ripartito per Termini Imerese

‘Quella del premier è una visita importante – ha dichiarato Crocetta poco prima dell’arrivo di Renzi –. In Sicilia rimangono due zone di crisi Gela e Termini Imerese. Abbiamo evitato la chiusura del Petrolchimico. Ora ci vuole un progetto serio di ripresa che ci salvaguardi anche per il futuro. A Termini dobbiamo riaprire la fabbrica dell’auto”.

L’INTERVENTO DI RENZI A GELA
Siamo a Gela per rovinarvi il ferragosto – ha scherzato il premier – vi ho distrutto le vacanzeHo accolto l’invito del sindaco ad essere qua dopo la grande mobilitazione sull’ Eni, ma il problema va oltre. Serve capire che se riparte il Sud riparte l’Italia. Essere a Gela oggi per me è motivo di gioia, sono il primo Presidente a venire, spero di non essere l’ultimo perché ognuno deve fare la propria parteAbbiamo preso un impegno: verificare al Ministero, insieme a Eni come andranno avanti i progetti di sviluppo, tenendo conto delle esigenze economiche e strutturali. Abbiamo la certezza di poter fare di questa terra un luogo di innovazione non un museo, mantenendo qualità e quantità occupazionale. Noi saremo un Paese serio solo quando capiremo come si spendono i progetti europei, non perdendo tutto per strada. Dobbiamo fare le riforme, superando un problema: oggi c’è un problema, ritrovare la capacità di investire in Europa, tutti i discorsi perdono di autorevolezza se non superiamo i vincoli della burocrazia. Pensiamo anche allo sblocca Italia, attraverso cui pensiamo ad interventi fondamentali per la Sicilia, dalle infrastrutture ferroviarie a quelle stradali su Palermo, Agrigento, CaltanissettaIl sette novembre sarò nuovamente in Sicilia. Abbiamo tre mesi per lavorare. Non c’è futuro che non possa essere costruito senza intelligenza. Il Sud può trainare la ripresa del Paese. Io non sono il demiurgo che arriva da fuori, ma il Capo del governo pronto a ricordare che dobbiamo dire basta alla cultura della rassegnazione”.

Al termine del suo intervento, il premier è ripartito alla volta di Termini Imerese ad attenderlo ci sono, oltre agli amministratori locali, anche gli ex lavoratori dello stabilimento Fiat e dell’indotto. Qui nella sede del Comune, in piazza Duomo, nuovo vertice per affrontare i temi dello sviluppo legati proprio all’area industriale e all’ex stabilimento Fiat.

INTERVENTO DI RENZI A TERMINI IMERESE 
Su Termini abbiamo convenuto su tre priorità: al primo posto le auto, poi realtà industriali di vario genere e, infine, il turismo”.
Sollecitato sulla questione articolo 18, il premier ribadisce il concetto già espresso un paio di giorni fa: “Quello che dovevo dire l’ho già detto: questo sull’articolo 18 è un dibattito ideologico e inutile e non ho voglia di partecipare. Io sto in mezzo alla gente per parlare di questioni serieQuesto dibattito è un totem ideologico rispetto le posizioni in campo ma non sono interessato ad alimentare il chiacchiericcio istituzionale“.
Infine, Renzi ha parlato di come vengono spesi i fondi europei: ”Sulla spesa dei fondi europei siamo pronti a dare una mano, bisogna correre. Crocetta ha fatto uno sforzo, ma lui stesso è cosciente che non basta e che bisogna fare di più”.
E la visita a Termini Imerese è stata sottolineata dal premier anche su Twitter: “Termini Imerese. Le crisi occupazionali non vanno in ferie. Ma il Governo c’è e farà di tutto per riaprire lo stabilimento #italiariparte“.

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