AGRIGENTO – La Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta sul crollo del viadotto “Petrulla” lungo la Strada statale 626 tra Licata e Ravanusa. L’inchiesta e’ coordinata dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e dal sostituto Carlo Cinque. Al momento non ci sono indagati, ne’ ipotesi di reato. Due le autovetture, una Fiat Punto e un’Audi Q3 rimaste coinvolte. Il bilancio e’ di quattro feriti, tra cui una donna incinta e di un bambino lievemente contusi. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri, la polizia stradale e diverse ambulanze del 118 che hanno soccorso i feriti, sotto choc. Si sarebbe trattato di un cedimento strutturale, sulle cui cause saranno comunque necessari accertamenti tecnici. Secondo una prima ricostruzione sembra che improvvisamente una parte del manto stradale abbia ceduto provocando lo scivolamento di una parte del viadotto, che fortunatamente non si e’ frantumato. Diverse altre auto coinvolte in un tamponamento a catena quando i conducenti hanno frenato bruscamente, accortisi del cedimento. Secondo quanto rende noto l’Anas a crollare e’ stata una campata del viadotto, al chilometro 4,350 della “Licata-Braemi”, nel territorio di Licata. La strada e’ stata chiusa al traffico in entrambe le direzioni tra lo svincolo Licata Calandrino e l’innesto SS123 di Licata. Il traffico viene deviato su percorsi alternativi. L’anno scorso un altro viadotto era crollato nell’Agrigentino: il 2 febbraio del 2013 era collassato il ponte Verdura sulla statale 115 tra Agrigento e Sciacca. In quella circostanza non vi furono feriti.
Dai primi accertamenti effettuati dai tecnici dell’Anas intervenuti sul posto, la causa del crollo del viadotto Petrulla questa mattina sulla statale 626 a Licata (Agrigento) “sembrerebbe imputabile a una rottura delle travi in cemento armato precompresso che sostenevano l’impalcato, avvenuta senza che si fossero manifestate deformazioni evidenti e tali da preannunciare l’imminente crollo”. Ne da’ notizia un comunicato dell’Anas. Il viadotto, risalente alla fine degli anni Settanta, e’ lungo 492 metri ed e’ costituito da 12 campate. Secondo l’Anas, “nessun segnale di possibile cedimento, peraltro, era emerso neppure nei recenti interventi di manutenzione sia ordinaria che straordinaria che hanno interessato il viadotto negli anni scorsi, con l’adeguamento delle barriere di sicurezza e, ancor piu’ di recente, con la sostituzione dei giunti di dilatazione”. L’Anas ha nominato una commissione tecnica, presieduta dal docente universitario Mario Paolo Petrangeli, esperto in ponti, che si e’ messa subito al lavoro e nelle prossime ore si rechera’ sul posto per il sopralluogo e per verificare gli interventi necessari atti a ripristinare in tempi rapidi la viabilita’ e a prevenire problemi sulle altre campate del viadotto. Nel frattempo l’Anas, assieme alla Polizia Stradale, ha individuato un percorso alternativo, con deviazione sulla statale 115 e proseguimento sulle statali 576, 410 dir, 123 fino all incrocio con la statale 644.

