Salute

Brasile sotto choc, per Neymar Mondiale finito: vertebra rotta

Redazione

Brasile sotto choc, per Neymar Mondiale finito: vertebra rotta

Sab, 05/07/2014 - 14:13

Condividi su:

imageFortaleza (Brasile) – Mondiali di calcio finiti per Neymar: l’asso del Brasile, uscito dolorante all’88’ della partita vinta dai verde-oro contro la Colombia per 2-1, ha riportato le frattura della terza vertebra lombare in uno scontro di gioco con Juan Zuniga e, trasferito direttamente in ospedale dallo stadio di Fortaleza, sara’ adesso costretto a osservare il piu’ assoluto riposo.

Il giocatore ne avra’ per alcune settimane, e saltera’ comunque sia la semifinale con la Germania sia l’eventuale finalissima del torneo. La diagnosi e’ stata resa nota dal responsabile medico della nazionale brasiliana, Rodrigo Lasmar: “Sfortunatamente, Neymar non potra’ giocare”, ha annunciato.
“Non e’ un infortunio grave, nel senso che non occorrera’ un intervento chirurgico, ma per guarire dovra’ restare immobile”.
L’avventura mondiale dell’attaccante del Barcellona si conclude dunque con un bottino personale di quattro reti segnate. “Ora che sappiamo che non ci sara’, proviamo una tristezza enorme – le parole di Julio Cesar -. Tutti sanno quanto Neymar voleva brillare in questa Coppa, quanto si senta felice quando porta gioia al popolo brasiliano. Ancora non ci credo”. Che l’infortunio del numero 10 verdeoro fosse grave, si era capito subito tanto che sul web erano subito circolati gli auguri di pronta guarigione, dalla presidente Dilma Rousseff al compagno di squadra al Barcellona Lionel Messi (“Neymar, spero che recupererai presto, amico”). Fra i tifosi della Selecao disperazione e rabbia nei confronti di Juan Camilo Zuniga, autore del fallo che e’ costato caro a Neymar. “Ma e’ stata una giocata normale, non ho mai avuto intenzione di fargli male – si difende l’esterno colombiano del Napoli, che ha ricevuto migliaia di insulti sulla sua pagina Instagram -. Quando sono in campo faccio di tutto per difendere il mio Paese, la maglia che indosso ma senza voler fare male a nessuno. Era una partita che entrambe le squadre volevano vincere, l’atmosfera era calda, c’e’ stata qualche entrata dura ma anche da parte loro”.
DA PELE’ A NEYMAR, QUANDO IL TORNEO PERDE LA SUA STELLA

Vedere il traguardo tanto agognato a pochi passi e non poterlo raggiungere. Nelle lacrime di Neymar c’e’ tutta la disperazione di un ragazzo di 22 anni a cui un intero Paese si affidava per sollevare la sesta Coppa del Mondo della propria storia. Un sogno infranto a pochi minuti dalla fine della partita con la Colombia, quando l’attaccante verdeoro crolla a terra dopo un’entrataccia di Zuniga: frattura della terza vertebra lombare, 4-6 settimane di stop e Mondiale finito. A Neymar non rimane che tifare per i propri compagni mentre il Brasile si chiede se qualcuno riuscira’ a non farne rimpiangere l’assenza.
Del resto la Selecao, nella sua storia, non e’ nuova a situazioni del genere.
Nel 1938 la stella verdeoro era Leonidas ma nei quarti di finale contro la Cecoslovacchia si fece male: niente sfida successiva con l’Italia e Selecao eliminata. Meglio allora affidarsi a un altro precedente, quello del 1962. A guidare il Brasile c’e’ un giovane Pele’, gia’ campione quattro anni prima.Ma O’Rei si fa male nella gara d’esordio contro il Messico, dove comunque va a bersaglio, gioca poi con la Cecoslovacchia ma l’infortunio si aggrava e il suo Mondiale finisce li’. Tutto perduto? No, perche’ il Brasile tira fuori dal mazzo la carta Amarildo che con tre gol contribuisce al secondo titolo verdeoro.Non e’ paragonabile a Neymar o Pele’ ma nel ’94 Ricardo Rocha era un baluardo della difesa brasiliana. Un problema muscolare sofferto nella prima partita contro la Russia mise fine al suo Mondiale ma i suoi compagni arrivarono ugualmente fino in fondo, sollevando la Coppa a scapito dell’Italia. Un po’ come accaduto anche ad Alessandro Nesta nel 2006: costretto a uscire durante Italia-Repubblica Ceca, vivra’ il resto del torneo da spettatore ma partecipera’ alla festa azzurra di Berlino. E forse a Neymar andrebbe bene anche uno scenario del genere. Meglio che farsi male, rientrare a tempo di record e poi fermarsi sul piu’ bello: chiedere a Franco Baresi, in finale a Usa ’94 dopo l’operazione al menisco, o a Ferenc Puskas, ko nella gara vinta per 8-3 sulla Germania nel 1954, costretto a fermarsi due settimane e poi rientrato in tempo per assistere suo malgrado al Miracolo di Berna, col successo tedesco per 3-2 sulla sua Ungheria.

banner italpress istituzionale banner italpress tv