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Comune Palermo: si aumentavano lo stipendio, 11 arresti. Il danno è di oltre un milione di euro

Redazione

Comune Palermo: si aumentavano lo stipendio, 11 arresti. Il danno è di oltre un milione di euro

Gio, 19/06/2014 - 12:48

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imagesPALERMO Ha causato un danno di oltre un milione l’incursione informatica che ha permesso a un gruppo di dipendenti del Coime, societa’ partecipata del Comune di Palermo, di aumentari lo stipendio. Emerge dall’indagine dei carabinieri che questa mattina hanno trasferito in carcere quattro dei lavoratori coinvolti, Antonino Chinnici, 53 anni, Francesco Centineo, 57 anni, Maria Rosaria Pollara, 53 anni, Andrea Cucinella, 64 anni, mentre e’ stato sottoposto agli arresti domiciliari Antonio Ventura, 52 anni. Sospensione dal pubblico ufficio per altri sette indagati, Salvatore Borrello, 61 anni, Giovanni Carramusa, 54 anni, Raffaele Vainolo, 60 anni, Rodolfo Santoro, 56 anni, Gaetano Fiorentino, 64 anni, Antonino Prester, 49 anni. Sono accusati vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata a commettere piu’ delitti di peculato, accesso abusivo a sistema informatico e falsi in danno del Comune di Palermo. Il sistema si basava sulla modifica o l’alterazione delle buste paga in modo da percepire piu’ del dovuto.

L’indagine dei carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Palermo, era stata avviata nel 2011 dopo denunce presentate dal Comune di Palermo a seguito dell’individuazione, dopo una verifica straordinaria sul periodo 2001-2011 dei Coime (Coordinamento interventi manutentori edili), a cui si applica il contratto collettivo nazionale dell’edilizia. I reati oggetto dell’inchiesta, pero’, sono stati commessi all’interno di un’unita’ operativa della Ragioneria generale, denominata Stipendi Personale Coime, di cui era responsabile Antonino Chinnici. Questi, seconco gli inquirenti, effettuava o consentiva che qualcuno dei suoi collaboratori modificasse, accedendo abusivamente al software di gestione amministrativa, alcune voci dello stipendio dei dipendenti dello stesso ufficio.Alcuni di questi, quelli per i quali il Gip ha disposto il carcere, sono stati ritenuti direttamente partecipi dell’associazione per delinquere, mentre quelli solo interditti dal pubblico ufficio, sono considerato concorrenti nei reati di peculato, falso ed accesso abusivo a sistema informatico.

La frode ha riguardato i permessi retribuiti, per i quali veniva inserito un numero di ore pari al massimo monetizzabile e superiore a quello effettivamente maturato, e veniva inoltre duplicata la voce di pagamento, riportata sono solo nelle buste paga di luglio, come dovuto, ma anche in quelle di agosto. Con cio’ sono stati sottratti alle casse comunali oltre 36.000 euro. Ma il grosso del danno e’ stato prodotto dalla manomisssione relativa al calcolo delle maggiorazioni per le indennita’ di lavoro a turno. Il contratto delle imprese edili applicato ai dipendenti Coime prevede percentuali variabili tra il 9 e il 12% a seconda dell’orario diurno o notturno. Dalle verifiche risulta invece che veniva applicata solo la percentuale del 12%, e che cio’ comportatootra marzo 2002 e dicembre 2010 una corresponsione maggiore di indennita’ pari a circa 1 milione di euro in favore di circa 500 operai, che a seguito di richiesta hanno restituito al Comune le maggiori somme percepite. La frode si estendeva anche ai buoni pasto di 7 dipendenti, il cui controvalore economico dei buoni pasto e’ stato interamente recuperato dall’amministrazione addebitandolo al dipendente incaricato della gestione di questo benefit. Infine, si lucrava sull’anticipazione del tfr. Tre degli indagati, Chinnici, Pollara e Cucinella, secondo l’accusa utilizzando le proprie credenziali, accedevano al sistema informatico e artatamente incrementavano il tfr spettante, per poi chiederne l’anticipazione e quindi cancellarne ogni traccia in modo da ricostituire per intero la loro liquidazione. Sono state cosi’ movimentare illegittimamente risorse economiche per circa 1.087.000 euro, quasi interamente recuperate.

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