CALTANISSETTA – Si prova a fare chiarezza sui servizi Alzheimer nella provincia di Caltanissetta. Partendo dall’analisi del piano sanitario regionale 2011-2013 si evince in maniera chiara ed evidente che il problema Alzheimer rappresenta realmente un serio rischio per la nostra comunità che deve vedere l’amministrazione sanitaria protagonista nel soddisfare i bisogni reali delle persone malate e delle rispettive famiglie.
Difatti si evidenzia che solo in Sicilia si contano oltre 50.000 persone con malattia di Alzheimer a cui vanno aggiunti i soggetti con altri tipi di demenze sia di natura degenerativa che vascolare.
L’incontro promosso dalle Associazioni Alzheimer di Caltanissetta, Sommatino e Mussomeli all’interno del centro diurno gestito dalla cooperativa sociale Etnos serve a fare una sintesi di quelli che saranno le legittime richieste che sono state già esposte alla direzione generale e sanitaria dell’ASP n2 di Caltanissetta.
Si ritiene assolutamente necessario attivare 2 centri diurni nella provincia di Caltanissetta per come espressamente riportato tra gli obiettivi prioritari del piano sanitario regionale 2011/2013ad oggi assolutamente disattesi dalle amministrazioni precedenti , con innumerevoli promesse di apertura mai mantenute.
La necessità del centro diurno è data dalla possibilità di offrire ai pazienti opportune terapie di stimolazione cognitiva non farmacologica utili per rallentare il deterioramento cognitivo e garantire una migliore qualità di vita; per le famiglie il centro diurno diventa una grande opportunità di sollievo, di aiuto e di consapevolezza che il proprio congiunto si trovi in un posto sicuro ed altamente specializzato. La domanda che ci si pone è perché ad oggi, nonostante i finanziamenti erogati dalla regione Sicilia assessorato alla sanità,per l’apertura del centro diurno, questo non sia stato avviato.
Un bando interno all’azienda sanitaria per l’apertura del centro Alzheimer è stato già pubblicato ma senza alcun riscontro da parte di personale interno all’ASP pertanto non ci comprendono le ragioni per cui non si proceda ad esternalizzare il servizio con procedure che possano garantire qualità e trasparenza.
Ad oggi esiste in tutta la provincia un centro sollievo Alzheimer finanziato dalla legge 328 ed in scadenza nel mesi di luglio 2014.
Il decreto assessoriale pubblicato in gazzetta n. 29 parte I del 25/06/2010 riporta a chiare lettere che i posti riservati all’interno delle RSA della provincia di Caltanissetta devono essere pari a n. 138 di cui 60 a Caltanissetta e 78 negli altri comuni. A Caltanissetta nello specifico sono stati attivati i 60 posti ma al momento risultano utilizzati circa 10. La domanda che ci si pone è come mai una struttura sanitaria di tanta importanza risulta così sottodimensionata?
Ma sempre nello stesso decreto risulta che le RSA devono riservare almeno l’8% dei posti all’assistenza alle persone affette da malattia di Alzheimer suddivisa a base provinciale. Al momento non risulta assolutamente che la RSA di Caltanissetta abbia una dotazione organica sufficiente a garantire questo servizio. Come mai?
La RSA rappresenta una grande opportunità alle famiglie che vivono la malattia nelle forme più gravi. Rappresenta difatti un servizio residenziale anche temporaneo che permette soprattutto ai familiari di poter ritrovare un po’ di serenità e ritrovare quelle energie disperse dall’assistenza continua al proprio congiunto. Perché anche questo servizio non è stato attivato?
Le associazioni sono pronte e disponibili ad aprire una tavolo di confronto con l’amministrazione sanitaria e con le amministrazioni comunali chiedendo al Sindaco di Caltanissetta di dare attenzione al problema Alzheimer. Inoltre chiediamo alla nuova dirigenza sanitaria di visitare il centro sollievo Alzheimer già esistente e le diverse sedi operative delle associazioni Alzheimer per apprendere quanto già con sacrificio avviato sul territorio.
Sulla base degli impegni assunti dal commissario straordinarioSantonocito e dal dir. Sanitario Lupo si comunica che il sit in promosso per il 12 febbraio si ritiene sospeso ma non annullato in attesa di conoscere la risposta dell’assessorato regionale circa l’apertura dei centri diurni. Tale risposta si pensa possa essere data entro 10 giorni.

