Salute

L’urlo di Mussomeli: “Giù le mani dall’ospedale”

Redazione

L’urlo di Mussomeli: “Giù le mani dall’ospedale”

Dom, 19/01/2014 - 11:24

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Il popolo del Longo è un fiume in piena che si ingrossa minuto dopo minuto, metro dopo metro. Un corteo lungo e corteo ospedalechiassoso, snodatosi fino all’ospedale, ha voluto mandare un segnale alla politica e alla fredda burocrazia; è un serpentone composto da studenti, dipendenti del nosocomio, mamme incinte, anziani, semplici cittadini che con la loro presenza hanno voluto esprimere il proprio no al dissennato piano della Regione che prevede tagli drastici. Come quei 24 posti letto in meno, che in una via Madonna di Fatima chiusa al transito erano rappresentati da altrettante brande su cui vi era stampata una lettera che compone lo slogan della mobilitazione: “Nessuno tocchi l’ospedale di Mussomeli”. O come le tante culle che per via della chiusura del Punto nascita non accoglieranno più bimbi; una minaccia raffigurata da una culla, con tanto di bambolotto, posizionata al centro di quell’uniforme disegno di lettighe e lettere. Un popolo rumoroso e arrabbiato è sceso in strada contro chi al chiuso dei palazzi del potere ha decretato la lenta ed agonizzante morte del nosocomio. Drastico Ciccio Amico, il grande passionario del fronte pro-ospedale, coordinatore del comitato che da lunedì sera occupa l’aula consiliare: “Chiudere l’ospedale equivarrebbe ad una tragedia non solo per Mussomeli, ma per l’intero Vallone”. In strada ci sono i tanti sindacalisti che da cinque giorni hanno scelto di superare le differenze di appartenenza e che si sono uniti in una battaglia che è di tutti. Un fronte comune che ha radicalizzato quell’orgoglio mussomelese in questi anni perso per strada. Ci sono i sindaci della zona con le fasce e i gonfaloni. Ma c’è anche tanta gente semplice, uomini e donne che guarda con devozione a quel palazzone rosa fatto di cemento, strumenti e cuori pulsanti. Fabrizio Farinella, precario del Comune racconta la sua esperienza. “Ho due bambini con dei problemi di salute, e pure io devo fare i conti con degli sporadici attacchi epilettici. Il mio è il caso di chi deve dire continuamente grazie ai medici e a questa struttura”. C’è tanto colore e molta coreografia in questa mobilitazione rabbiosa ma ordinata. Su un tavolo è posizionato il pane a forma di H, la lettera internazionale della sanità, preparato dai panificatori; non manca nemmeno l’ambulanza del vecchio ospedale restaurata da un collezionista mentre i volontari delle associazioni sono tutti presenti con le divise in grande spolvero. C’è anche la tanto contestata politica, scesa in piazza per dimostrare il proprio impegno. Dalla Commissione Sanità è arrivato il deputato regionale Gino Ioppolo, che ha voluto dare la sua rassicurazione sul lavoro della Commissione ma anche il suo impegno a nome del capo dell’opposizione all’Ars, Nello Musumeci. Ioppolo era accompagnato dall’ex assessore regionale Giovanna Candura che ha affermato: “Mussomeli e i mussomelesi non saranno mai soli. Io sto dalla loro parte”. Presente Giancarlo Cancelleri, che poco dopo su Facebook scriverà: “Stamattina ho partecipato alla manifestazione in difesa dell’ospedale di Mussomeli che è oggetto di scelte folli. La tecnica è sempre la stessa, depotenziarlo un poco alla volta per poi chiuderlo”. L’ex ministro Totò Cardinale è tornato in città dopo una serie di incontri con i vertici della Regione, a cui ha preso parte il sindaco Salvatore Calà, che soddisfatto informa: “In maniera chiara mi è stato comunicato che il rischio chiusura non si pone neanche lontanamente. Non esiste alcun problema di sopravvivenza e i posti letto non verranno toccati. Le uniche incertezze riguardano il Punto nascita per via del numero di parti troppo al di sotto  della soglia minima. Comunque se ne discuterà nel corso della visita a Mussomeli della Commissione Sanità dell’Ars, prevista per lunedì 27 dicembre a partire dalle 16”.

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