SAN CATALDO – Le tristissime vicende che hanno attraversato la vita pubblica di questi ultimissimi giorni, ci lasciano sgomenti e ci interrogano sulle responsabilità che ciascuno di noi riveste e dal punto di vista politico e dal punto di vista morale.
@gimus, com’è noto, ha sempre fortemente sostenuto il Sindaco Raimondi perché riponeva in lui tutte le ragioni che lo presentavano alla Città come uomo dell’innovazione, dell’onestà e del cambiamento epocale. L’alleanza con la sinistra sancataldese, pur non pienamente condivisa, è stata anch’essa abbracciata con l’intento e la speranza che essa non servisse a spaccare alcun fronte, semmai a unirli tutti.
Ciò che in questi 18 mesi è accaduto è tutto l’opposto rispetto alle aspirazioni e agli impegni presi prima delle elezioni.
Il Polo Civico, mai effettivamente nato, dalla proclamazione del Sindaco in poi non ha minimamente visto né luce né aria. Il tentativo di rivitalizzarlo, operato da @gimus lo scorso inverno, è miseramente naufragato per atteggiamenti tutt’altro che costruttivi di partner che dimostravano di avere altro a cui pensare. L’azione politica, quindi, fortemente voluta da @gimus non è mai stata svolta. Di questa condizione di invivibilità il Sindaco è stato sempre edotto e consapevole.
La vita amministrativa, di contro, viveva e ha vissuto dei riflessi negativi dell’ingiustificata assenza politica in tutte le azioni di ampio respiro. @gimus, dopo le elezioni, non è mai stata invitata e non ha partecipato ad alcuna riunione programmatica né di carattere politico né di carattere amministrativo. Ciò ha causato un fortissimo, estremo disagio sia nei rapporti con la maggioranza sia con l’amministrazione.
@gimus ha sempre sostenuto la pienissima e totale libertà del Sindaco nello scegliersi i collaboratori ma non ha mai pensato di tacere su questioni che riguardavano la buona conduzione delle cose. Per questa ragione ha presentato al Sindaco un decalogo di impegni da assumere immediatamente prima di qualsiasi conseguente decisione. Tuttavia, @gimus non ha mai tolto la fiducia e il sostegno al Sindaco, pur non condividendo, soprattutto, l’azione politica.
La scelta di costituire il Gruppo Misto, vista come indebolimento dell’azione del Sindaco, è stata mal compresa da alcuni, assolutamente ignorata da altri. Il segnale forte che si voleva lanciare andava in direzione di un bilanciamento delle posizioni e degli spazi occupati da alleati che, a nostro giudizio, hanno peccato in leggerezza politica.
@gimus non è mai entrata nel merito di ciò che gli alleati , sia della prima che, soprattutto, della seconda fase avevano avuto riconosciuto dal Sindaco. @gimus, sia prima delle elezioni che dopo, non ha mai preteso nè chiesto nulla. Ha sempre creduto di potere interloquire con tutte le forze politiche della Città, apertamente e paritariamente e ha sempre lavorato perché si ricomponesse quella spinta dal basso che ha determinato, in occasione delle ultime elezioni, un movimentismo libero e costruttivo che presentava due fortissimi schieramenti al di fuori delle logiche dei partiti.
@gimus non è contro i partiti, essa è contro questa stranissima e imbattibile modalità di gestione dei partiti. Questi, sulla carta, sono gli unici luoghi di democrazia partecipata e di formazione delle coscienze. Da decenni ormai, registriamo un totale fallimento della loro funzione, per questa ragione spiccano il volo azioni libere di gente libera e stanca.
Al di sopra di ogni cosa doveva capeggiare l’interesse a condurre una sana azione amministrativa che facesse soffrire il meno possibile (ma di sofferenza si parlava) i cittadini e che coinvolgesse quante più risorse umane. Doveva essere chiaro a tutti che si partiva dall’esito del ballottaggio e da li si sarebbe dovuto costruire l’autostrada verso il sole.
@gimus ha sempre creduto che la politica, quella seria, non è un monolite fisso e immobile che, decisa una cosa, giusta o sbagliata che fosse, doveva proseguire inopinatamente verso quella direzione. Semmai ha creduto che i cambiamenti in corso d’opera, lungi dall’essere frutto di inciuci e combine tra compari, avrebbero aiutato tutti a comprendere, a condividere e a sostenere qualsiasi azione legalmente conducibile. Il Tempo, questo galantuomo che, come l’oracolo, dice sempre la verità, il Tempo non vuole essere provocato. Il Tempo regola la vita di tutti nel mondo, regola le attività commerciali, regola la salute degli esseri viventi, regola tutto….., regola anche le azioni politiche. La storia d’Italia ci insegna che col tempo le cose sono state comprese, realizzate, fatte. Si sono anche distrutte e le conseguenze di tutto ciò le subisce esclusivamente il Popolo.
A San Cataldo, qualcuno non è riuscito a stare al passo con il Tempo. C’è un tempo per chiedere le dimissioni di un assessore; un tempo per chiedere il licenziamento di un funzionario; un tempo per dimettersi ufficiosamente; un tempo per cambiare qualcosa; un tempo per cambiare tutto; un tempo per punire chi sbaglia; un tempo per dire al mondo che ci guarda che tutto è andato a male; un tempo per comprendere le ricadute dell’azione intrapresa. Ebbene, quel tempo non è stato minimamente rispettato, da alcuno.
@gimus si ritiene responsabile, per la sua parte, del risultato finale di questa vicenda politica amministrativa. Chiede scusa ai propri elettori, ai simpatizzanti, ai cittadini tutti. Tuttavia non può non dire che ha lavorato alacremente per ottenere ben altri risultati. Si sente responsabile, da piccola ma tenace associazione di gente libera e onesta, ricchezza presente in tantissime altre realtà associative, per l’epilogo di questa grottesca vicenda, nonostante il tentativo di dissuasione operato. Si sente responsabile anche se consapevole della propria modesta dimensione politica che pure avrebbe avuto ed ha in se i requisiti per continuare a fare “servizio” alla città.
Le dimissioni di Franco Raimondi ci interrogano perché, se non siamo stati capaci, con una maggioranza schiacciante, di governare il Comune, quale altra condizione migliore di questa potrà avere il nuovo Sindaco!? È veramente paradossale che Franco Raimondi si sia dimesso per eccessi della maggioranza. Allora chiediamoci, se siamo persone responsabili: “ma siamo certi che la colpa sia tutta degli altri e non è invece nostra?” E quando usiamo il plurale non intendiamo riferirci solo alla maggioranza o alla minoranza in Consiglio ama al complesso delle istituzioni, pubbliche e private, grandi o piccole, che caratterizzano la vita nella nostra piccola Comunità.
San Cataldo e i Sancataldesi non meritavano questa ingloriosa fine, tuttavia @gimus sente di ringraziare Franco Raimondi almeno per averci provato. Lo ringrazia per averci consentito di fare un ennesimo esperimento che, guardiamoci tutti in faccia, qualche lato positivo ce lo ha generosamente regalato. Siamo più provati, forse più arrabbiati di prima, ma abbiamo fatto una esperienza che non ci farà commettere i medesimi errori nel futuro. “Quale futuro!?” qualcuno obietterà, ebbene, dopo la riflessione, i mea culpa, le condanne e le assoluzioni, abbiamo l’obbligo di ripartire dal punto in cui si stava per realizzare quel cambiamento che avrebbe significato per tutti noi la vera speranza. Oggi qualcosa di nuovo si aggiunge a quella esperienza e a quelle profonde credenze. Non abbiamo paura di riprovarci e questa volta facciamolo con più convinzione, con più determinazione, con spirito di servizio più profondo e costruttivo, vedrete che riusciremo. E non si giochi ad escludere ma più semplicemente e più sensatamente ad includere persone indiscutibili, serie, capaci, integerrime, giovani e meno giovani di qualsiasi estrazione in un mix virtuoso che garantisca sempre di più l’affermarsi della democrazia, della legalità e della libertà. Molto cinicamente qualcuno ha desiderato da tempo che si giungesse a questa conclusione così grave per tutti; oggi apprendiamo che nessuno avrebbe voluto di fatto uscire di scena con la maschera sul volto. Non serve scaricare responsabilità su altri, così ci ricorda e ci ammonisce anche Papa Francesco I, dobbiamo invece autocriticarci, sempre in maniera costruttiva, e se possibile ripartire. Il Popolo insindacabilmente ci giudicherà. Essendo venuto meno il motivo di tanto impegno politico amministrativo, con le dimissioni del Sindaco, non ha più senso la presenza in Consiglio Comunale per coloro che componevano la maggioranza. Proponiamo allora un atteggiamento di parziale responsabilità: le dimissioni dei consiglieri. Decisione che @gimus ha già adottato. Ci permettiamo di proporre, in punta di piedi e senza alcun fine provocatorio, il medesimo comportamento anche a chi non si trovava dentro la maggioranza, per dimostrare, indipendentemente da chi paga, che fare politica non può più significare dividere ma unire, con sfumature e impegni diversi ma pur sempre unire.
@gimus
Maurizio Nicosia – presidente

