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Province. Arriva la delibera della giunta Campisi:”rimoludazione mantenendo l’architettura territoriale”

Redazione

Province. Arriva la delibera della giunta Campisi:”rimoludazione mantenendo l’architettura territoriale”

Mer, 06/03/2013 - 13:15

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CALTANISSETTA – Oggi la Giunta comunale, presieduta dal sindaco Michele Campisi, ha approvato una delibera con la quale si chiede alla Deputazione locale e al Presidente della Regione Sicilia di provvedere alla rimodulazione delle funzioni e delle strutture politiche delle Province secondo i principi di razionalizzazione della spesa pubblica, di efficacia ed efficienza dell’azione Amministrativa, mantenendo però l’attuale architettura territoriale delle nove Province Siciliane.

Di seguito la delibera approvata:

LA GIUNTA COMUNALE

Avuto conoscenza del disegno di legge per l’abolizione delle Province in Sicilia, sostituendole con “liberi consorzi tra Comuni”, con il presente documento intende intervenire su una riforma che è al varo dell’Assemblea Regionale Siciliana, e si presenta a tutt’oggi non priva di criticità per l’intero territorio Regionale e per la città di Caltanissetta in particolare.

PREMESSO CHE

– l’art. 4 della legge regionale n. 9 del 1986 istitutivo della natura e compiti delle provincie regionali così recita:

“Le province regionali, costituite dalla aggregazione dei comuni siciliani in liberi consorzi, sono dotate della più ampia autonomia amministrativa e finanziaria.
Esse sono espressioni delle comunità operanti in territori di dimensioni sovracomunali, storicamente integrate o suscettibili di integrazioni intorno ad un unico polo di direzione, che consentano l’organizzazione delle strutture e dei servizi connessi allo sviluppo delle relative aree, nonché l’elaborazione e l’attuazione di una comune programmazione economica e sociale.
La provincia regionale, ente pubblico territoriale, realizza l’autogoverno della comunità consortile e sovrintende, nel quadro della programmazione regionale, all’ordinato sviluppo economico e sociale della comunità medesima. Essa è titolare di funzioni proprie ed esercita le funzioni delegate dallo Stato o dalla Regione”.

OSSERVATO CHE

– La norma di che trattasi garantisce le funzioni di Governo del Territorio secondo strutture territoriali che sono state storicamente consolidate, secondo principi di integrazione socio economica;
– Che la struttura del provvedimento della legge regionale n° 9 del 1986 ben può conciliare le nuove funzioni che la Regione Siciliana vorrebbe disciplinare nel provvedimento, alleggerendo le strutture politiche, così come previsto nel provvedimento di disegno nazionale, essendo comunque quello del personale, altra voce di costo dimensionalmente rilevante, un costo non comprimibile;
– Che pertanto la proposta di realizzare dei “liberi” consorzi tra i Comuni, il cui numero e circoscrizione territoriale, appaiono più connotati da esigenze campanilistiche, e di difficile attuabilità operativa, essendo assolutamente improbabile che detto processo possa attuarsi dal “basso” senza nessuna preventiva preparazione e partecipazione dei Comuni soggetti interessati;
– Che la predetta proposta interviene, per altro, in un momento di assoluta confusione tra intenzioni e provvedimenti imperfetti varati dalla Regione Siciliana; si ricorda all’uopo che nel recente dibattito del governo centrale che intendeva ridurre il numero delle Provincie, lo stesso Presidente Crocetta aveva preso posizione a favore del mantenimento delle attuali Province, riempiendo le stesse di nuovi contenuti e diminuendone i costi degli Organi Politici, ipotesi invero più saggia della attuale perseguenda;
– Che il predetto provvedimento di trasferimento ai futuri “liberi consorzi tra i Comuni”, contrasterebbe, per altro, con l’indirizzo dell’Assessore all’Energia, che con propria direttiva obbliga i comuni a gestirsi tramite le Srr secondo consorzi tutt’altro che liberi e i cui ambiti territoriali sono stati scelti dalla Regione Siciliana; non si comprende pertanto come possa declamarsi che le funzioni degli ex Ato saranno svolte da liberi consorzi quando già di per se la Direttiva Assessoriale prefigurava sanzioni pesantissime per i Comuni inadempienti;
– Che l’avvicendarsi della corposa serie di provvedimenti ed annunci della Giunta Crocetta sta inficiando concretamente la facoltà programmatoria dei Comuni, soprattutto con riferimento ai servizi essenziali, con continui azzeramenti delle determinazioni dagli stessi adottate, essendo per altro l’ispirazione provvedimentale scarsamente correlata alle situazioni di fatto, ai contratti in vigore, che vedono ancora le provincie o ambiti territoriali diversi dai predetti “liberi consorzi”, fattori tutti che concorreranno ad alimentare la confusione gestionale in un momento di grande instabilità politica e finanziaria;
– Che il provvedimento di che trattasi è stato adottato con una inspiegabile rapidità, assecondando esigenze correlate all’impatto mediatico e non ad una reale richiesta del territorio; non si comprende come in ordine a tematiche così importanti per la vita delle collettività non solo non siano stati sentiti formalmente i Comuni siciliani interessati al provvedimento, ma non si sia neanche attivata una concreta ricognizione delle strutture operanti nel territorio;
– Che tale provvedimento si anticipa, per altro, scarsamente rispettoso dell’esistenza di strutture Statali negli attuali Capoluoghi di Provincia, che verrebbero pertanto in maniera assolutamente incoerente pregnati delle funzioni statali ma svuotati delle funzioni regionali;
– Che per quanto attiene la Città di Caltanissetta, detto provvedimento si anticipa come di ulteriore tentativo di svuotamento di funzioni e significati, da millenni concretate nella centralità territoriale e nobili origini storiche connotate a detta centralità;
Visto l’O.R.EE.LL.;
Visto il T.U.E.L. approvato con il D.Lgs. n. 267/2000;

CIO’ PREMESSO E OSSERVATO
DELIBERA
LA SEGUENTE MOZIONE
Affinché venga immediatamente trasmessa alla Deputazione Locale ed al Presidente della Regione Siciliana, affinché, in recepimento della parte motiva:
1) Si provveda alla rimodulazione delle funzioni e delle strutture politiche delle Provincie secondo i principi di razionalizzazione della spesa pubblica, di efficacia ed efficienza dell’azione Amministrativa;

2) Si mantenga la attuale architettura territoriale delle nove Provincie Siciliane, così come definite dall’art. 4 della legge regionale n. 9 del 1986, in quanto strutturata su motivazioni storiche e di coesione territoriale consolidate;

Si avvii un confronto con tutti gli Enti Locali interessati prima di ogni determinazione e si provveda a strutturare una concreta ricognizione delle funzioni attualmente assolte dal consorzio dei Comuni, soprattutto con riguardo ai contratti in essere.

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