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Mussomeli, la strada è dissestata e i cittadini minacciano lo sciopero delle tasse

Redazione

Mussomeli, la strada è dissestata e i cittadini minacciano lo sciopero delle tasse

Mar, 05/02/2013 - 17:49

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MUSSOMELI- “O si interviene immediatamente oppure saremo cosretti a sospendere il pagamento della Cosap”. La minaccia è scritta nera su bianco in quella lettera inviata ai vertici della Provincia regionale di Caltanissetta in cui compaiono numerose firme un centinaio almeno, tante quanto il numero dei residenti e villeggianti che quotidianamente si servono della Sp 209, un lungo viale che dal viale del Castello, attraverso via Federico II, porta in una zona di villette ma anche fabbriche alimentari ed aziende agricole. Una strada che di strada ha oramai solo il nome. Un percorso ad ostacoli, colmo all’inverosimile di buche e profonde fenditure. “Qui -dicono i residenti- la Provincia non si fa più vedere, tranne quando devono esigere la tassa sui passi carrabili. Non si fa manutenzione da almeno dieci anni”. E dire che di lavori, in questo angolo di territorio mussomelese, a pochi passi dal Castello Manfredonico, l’arteria ne avrebbe bisogno. Non per una questione di comfort, ma soprattutto di sicurezza. Quando piove la via diventa un pantano dove si rischia di rimanere intrappolati. “Qualche giorno fa sono dovuti venire i pompieri per liberare delle macchine bloccate nel fango” racconta Angelo Vullo, un imprenditore, che accusa di avere subito dei danni dalla strada. “Ci ho rimesso un camion per colpa di queste profonde buche. Non si può andare avanti così, qui siamo in tanti, non possono lasciarci nell’abbandono più completo”. Oltre per le fenditure sull’asfalto, sarebbe necessario intervenire sulle caditoie, sui canali di scolo, anche nel controllare gli alberi delle ville cadenti che spingono i cavi della corrente verso giù. Il senso di abbandono è il sentimento provato da chi in questa zona vi abita da sempre. Gente oramai stremata, pronta persino a non sborsare più un centesimo: “Paghiamo la Cosap, l’Imu, per quale servizio poi? E’ una vergogna”.