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Ponte di parole, inutili

Redazione

Ponte di parole, inutili

Sab, 12/11/2011 - 00:10

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CALTANISSETTA – Il dado è tratto? La decisione della Commissione Europea di confermare la cancellazione del “Ponte sullo Stretto” dalle previsioni programmatiche e finanziarie della Ue, insieme ai contenuti dei recenti decreti finanziari e alla bozza del ‘decreto sviluppo’ in discussione, di fatto mettono la parola fine alla pantomima del ponte. Non ci sono infatti fondi europei, non ci sono fondi nazionali (come il ministro Tremonti va dicendo da almeno un anno e ha ribadito in questi giorni). Peraltro, i problemi economico finanziari del progetto – oggi stimato in circa 9 miliardi di euro e per cui si sono spesi già svariate centinaia di milioni, senza neppure avere un elaborato esecutivo – si sommano agli enormi, perduranti problemi tecnici e ambientali confermati dal progetto definitivo. Progetto che dimostra gli insostenibili impatti del ponte e non contiene neppure la verifica certa della sua costruibilità, avallando al contrario i dubbi gia’ espressi persino dai consulenti del progetto. Dunque, anche per rispetto al Paese e alla società italiana che sta soffrendo i termini di una crisi economica drammatica, va chiuso definitivamente il “pozzo di San Patrizio” degli sprechi del ponte, interrompendo subito ogni procedura e chiudendo la Stretto di Messina. A tal proposito, si sottolinea che, ad oggi, l’interruzione delle procedure del ponte non comporterebbe alcuna penale, circostanza confermata dagli stessi dirigenti della Stretto di Messina. Evidentemente le dichiarazioni sul tema, del ministro Matteoli e di Impregilo, sono sbagliate e strumentali. Proseguire con un trasferimento di risorse pubbliche alle imprese è evidentemente inaccettabile. Impossibile.

Ad ogni modo, la vicenda, la saga del “Ponte sullo Stretto” ci costringe ad un bilancio per certi versi imbarazzante: quante energie inutili e quante parole a vuoto sono state spese attorno a questo mitico, faraonico manufatto? Quanti articoli, quanti documenti pro e contro, quante lettere infocate ai giornali, quante interrogazioni parlamentari, quante riunioni, quante manifestazioni, quante perizie e controperizie, quanti ministri e sottosegretari mobilitali, quanti grafici pubblicati, quante perizie sulla mortalità del tonno e del falco pescatore depositate in tribunale? Persino prime pietre posate! Tutto inesorabilmente inutile, retorico. Tutto, comunque, piuttosto costoso, dispendioso. 

Leandro Janni – Consigliere nazionale di Italia Nostra

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