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Serradifalco, le riflessioni di un cittadino indignato in una lettera aperta

Redazione

Serradifalco, le riflessioni di un cittadino indignato in una lettera aperta

Mer, 05/10/2011 - 20:22

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SERRADIFALCO – Caro ( si fa per dire ) Sindaco ed a  chi ha orecchie per intendere, ancora una volta mi trovo costretto a intervenire sulla stampa per mettere in evidenza davanti all’opinione pubblica del Comune di Serradifalco e di quella di questa provincia il tuo ennesimo autogol politico e morale, che contribuisce a candidarti, con ottime probabilità di successo, quale  peggiore sindaco di Serradifalco di tutti i tempi.

La tua incapacità amministrativa, che è valsa  solo a farti battere il record delle nomine esterne di consulenti , esperti,  ecc,, mortificando i quadri interni della P.A.,  chiamati a funzioni superflue e duplicate, va di pari passo con la tua evidente arroganza politica che ti porta a rifiutare qualsiasi confronto politico e soprattutto civico e a respingere in maniera preconcetta ogni critica che ti si muove.

Quando ti sei candidato a sindaco, hai sottoscritto il cosiddetto “Patto etico per la governabilità”, slogan che avrebbe potuto avere dei contenuti concreti, solo se non avesse nascosto sotto i suoi apparenti buoni propositi la riemersione di vecchi politici, che non hanno capito che i tempi passano e le persone  pure, e se fanno nuovamente capolino sulla scena  fanno soltanto sorridere, al massimo, suscitano un po’ di pena perché l’alternativa della loro esposizione al ridicolo è la triste solitudine che vogliono mascherare con suggerimenti a gente senza personalità che ha bisogno solo di avere un capo a cui obbedire: tanto per intenderci, quella vecchia politica che aveva portato portaborse di anziani deputati a ereditare pacchetti di tessere e di voti e li aveva catapultati verso un potere che hanno usato per raddoppiare, in circa venti anni di malgoverno,  il debito pubblico italiano (dal 60% del PIL nel 1979 al 120% del PIL nel 1992) e chiamare gli italiani agli odiosi sacrifici dei giorni nostri e che si riempiva la bocca di pensieri sturziani, mentre massacravano  la nostra terra con la chiusura delle nostre gloriose miniere e spendevano e spandevano miliardi per prepensionamenti fini a se stessi ed in maniera miope ed egoistica non hanno  pensato che i loro i figli  non avrebbero trovato neanche l’opportunità delle miniere, lasciando, però, in eredità, delle scorie presumibilmente  inquinanti e dei siti( le gallerie delle miniere) che potrebbero essere, o forse lo sono stati,  utilizzati per altri fini meno nobili, visto le gravi malattie che si sono sviluppati nei territori limitrofi.

Ebbene, di  questo “Patto etico”, del quale  tu hai  detto di esserne  stato uno dei redattori, visto le tue non risposte alle mie precedenti osservazione, dimostri di non averne capito i contenuti (un po’ come il comico Marcorè quando imita uno stralunato Gasparri che confessa candidamente di non avere letto la legge sulle TV di cui formalmente è stato relatore) o, peggio,  di non avere capito cosa hai sottoscritto, perché pensato e voluto evidentemente da chi ama stare  dietro le quinte.

Infatti, c’è un punto di questo documento  che parla di “ripristino del rapporto di fiducia tra amministratori, dipendenti comunali e cittadini”, quei cittadini che, avrebbero dovuto essere, per quanto è stato dato di leggere, “i soggetti destinatari dell’attività amministrativa”.

Questo cosa significa? Significa che l’amministratore pubblico deve rendere conto del suo operato direttamente ai cittadini (specie se si  considera che  il sindaco è eletto direttamente dai cittadini) e di conseguenza  deve parlare direttamente con loro, accettando le critiche,  dando loro  le giustificazioni del caso, intavolando un confronto diretto e pubblico, se non altro, per non fare capire a tutti di essere in grado di pensare e parlare da sé, senza essere pupazzi di ventriloqui vigliacchi, che sfogano la loro frustrazione di essere finiti in una “soffitta politica” e  che sono stati solo e sono  buoni solo  a demonizzare e denigrare coloro che,  come il sottoscritto, non hanno voluto e non chineranno mai  il loro capo .

Queste vecchie e patetiche cariatidi della politica, malati di comando, non si rendono ancora conto di essere ormai fuori dal tempo ed  oggi  cercano di continuare ad esercitare la loro nefasta influenza  nascondendosi dietro nuovi, immaturi e vanagloriosi soggetti in cerca di gloria,  che piazzano in prima fila, come i vecchi generali piazzavano in prima fila ingenui soldati che, però,  erano i primi a cadere sotto il fuoco nemico.

Da tempo il sottoscritto, che si è ritenuto da sempre un tecnico prestato alla politica, in primis, forte del  suo status di libero cittadino pensante che ama il proprio Comune, ha iniziato a mettere in piazza le gravissime insufficienze e i madornali errori della tua inconcludente amministrazione, denunciando, per esempio, la vergogna dei tornelli che tu intendi collocare nel palazzo comunale  per controllare i dipendenti comunali, ai quali avevi promesso mari e monti per farti votare e adesso umili e tratti come sorvegliati speciali, e messi anche per controllare chi entra e chi esce senza capire che sono i tuoi concittadini a entrare e uscire dal Municipio, quei cittadini ai quali avevi chiesto fiducia (ma per il tempo necessario per farti eleggere): a proposito, quando il sottoscritto entra nei locali comunali per accedere ai servizi comunali, com’è suo diritto, tu, Caro Sindaco, mi segui violando la mia privacy, senza renderti conto di quanto risulti  ridicolo agli occhi dei dipendenti presenti nei vari uffici che assistono a tale pagliacciata, dimostrando di essere non il sindaco di tutti, ma l’acrimonioso burattino di qualcuno che veglia dall’ ALT…0 .

Non  capisci che, forte del mio innato rispetto ed adesione alla legalità, non ho paura dei tuoi e degli altrui atteggiamenti ?

Tu, caro Sindaco dimostri di non conoscere  neppure lo Statuto del Comune che rappresenti, il cui articolo 23 prevede la partecipazione popolare dei cittadini, che possono rivolgere al Sindaco (che saresti tu, se ancora non te ne sei reso conto) interrogazioni con le quali si chiedono ragioni su specifici aspetti dell’attività di amministrazione e il Sindaco (sempre tu) deve rispondere entro trenta giorni.

E allora,  Sindaco, G. M. D’ACQUI’, nonché avvocato, perché quando il sottoscritto, libero cittadino di un Comune democratico, tramite la libera stampa, ti chiede conto della tua attività, dandoti più volte anche degli utili  suggerimenti , invece di rispondere, come impongono lo Statuto comunale e il fantomatico “Patto Etico”- che hai avuto l’ardire di avere inteso  spiegare agli altri – dichiari, con arroganza,” che non mi rispondi perché non mi riconosci un ruolo politico?”

Sono sicuro che questa condotta ti è stata suggerita da  qualcuno.

L’hai capito oppure no che così facendo stai violando una fonte del diritto, e un regolamento: tu, che sei avvocato, leggiti l’art. 1 delle preleggi del Codice Civile,  stai venendo meno alle tue promesse, che, anche se elettorali, vincolano la persona perbene a mantenerle?

Sindaco, questo tuo insolente rifiuto a rispondermi fa capire a tutti chi sei e comunque non mi intimorisce: sappi che io non ho padrini e non ne ho mai avuti, penso con la mia testa e parlo secondo coscienza, non sono in vendita e  non ho mai timbrato alcun cartellino, non ho fatto “tagliandi”, non ho mai imparato a memoria lezioni altrui e non ho mai preso ordini dall’alt…..o, anche se ciò mi ha portato e mi sta ancora causando danni morali e materiali, che sopporto perché preferisco la coscienza a posto alle tasche piene.

In conclusione: continuerò sempre a criticare il tuo operato perché è nocivo per il mio Comune e i miei concittadini anche se so che non è farina del tuo sacco ma di chi ti da disposizioni che tu esegui fedelmente.

Mi dispiace soltanto che con questa tua inqualificabile arroganza politica tu fai danno alla cittadinanza di Serradifalco, che ti aveva dato fiducia per risolvere i problemi del comune (quelli che io volevo risolvere e per i quali , non ho esitato un attimo a dimettermi da assessore nella precedente Amm.ne) e adesso vede soltanto un mare di consulenti  e/o esperti pleonastici e strapagati che prosciugano le scarse risorse comunali, qualche commessa e/o qualche velta promessa di contributo a determinati consiglieri comunali (non lo sai che è vietato?).

Tu sarai ricordato solo come il Sindaco delle nomine di consulenti ed esperti e come il Sindaco del crollo e della chiusura delle scuole.

A proposito, come cittadino di Serradifalco, io mi sono vergognato quando il 16 gennaio 2011, mentre tu e la tua Giunta e maggioranza aspettavate davanti al Comune il Presidente della Regione, quest’ultimo  ti offendeva andando prima dal tuo dante causa per “una visita di cortesia” e poi da te (questo è il rispetto istituzionale del tuo presidente).

Ti ricordo che a proposito delle scuole tu, nello stesso mese di gennaio, hai dichiarato che “a Serradifalco non c’è stato il terremoto” , che “la scuola aveva retto per 60 anni”, adombrando il sospetto che il padiglione non fosse crollato improvvisamente “senza che al suo interno fossero compiute attività diverse da quelle di consolidamento statico”, dicendo cose gravissime contro te stesso e la tua incapacità amministrativa (le scuole devono essere manutenzionate dal Comune e quindi da te che sei il Sindaco): da allora, solo silenzio, forse qualcuno ti ha fatto capire che era meglio non andare oltre.

Spero che la Magistratura, se è vero che è stata investita del problema, faccia al piu presto luce dei veri motivi del crollo.

Mario Centorrino

Ricordo a tale proposito che  L’Assessore Centorrino, il 12/01/2011, dopo la sua visita a Serradifalco per il crollo del padiglione della scuola, ebbe a dichiarare, in risposta ad una precisa domanda del cronista, che “una responsabilità esiste ed è grossa quanto una scuola”, esorcizzando una tragedia sfiorata di cui tu non hai capito niente, neppure che in caso di disgrazia avresti pagato tu di persona (non il tuo dante causa), perché hai visto questa vicenda sotto il profilo della tua autopromozione con Lombardo, Venturi, Centorrino e Chinnici, i quali – non lo hai capito – non sono venuti a omaggiare te (manco ti vedono) ma a portare la solidarietà concreta delle istituzioni agli scolari di Serradifalco, perché queste persone, contrariamente a te, hanno capito cosa era successo e soprattutto cosa sarebbe potuto succedere: e tu che fantasticavi di fare scendere persino il Ministro Gelmini!

Vai a casa, che è meglio, gioverà a te e alla cittadinanza visto che non hai mantenuto nessuna delle tue promesse elettorali e portato a compimento alcun punto del tuo programma e di quanto ti sei impegnato a fare con la sottoscrizione del decantato “ Patto Etico” .-

Viva la libertà, viva la democrazia, viva Serradifalco!

P.S. : Per ragioni di spazio, rimando le mie riflessioni ed osservazioni sul Consiglio Comunale e sul suo Presidente alla prossima puntata.

Serradifalco 01,10,2011

Totò Alaimo

Libero cittadino di Serradifalco

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