CALTANISSETTA – Poche davvero le speranze di ottenere l’istituzione anche a Caltanissetta del liceo musicale, per il quale era stato dato il nulla-osta per l’anno scolastico 2011-2012 dalla direzione generale regionale al liceo delle scienze sociali Manzoni di Caltanissetta salvo poi che l’assegnazione è in realtà avvenuta, si, ma ad Enna, dove è stata autorizzata l’istituzione del 53esimo liceo musicale in Italia, il terzo in Sicilia, presso il liceo delle scienze sociali Dante Alighieri.
Certezza confermata, oltre che dalla nota di protocollo riportata sul sito ufficiale dell’Ufficio scolastico provinciale di Enna (3 Settembre – Utilizzazioni del personale nel Liceo musicale a.sc. 2011/212), citata dal dirigente facente funzioni Antonio Gruttadauria nell’autorizzare il reclutamento del personale per le “utilizzazioni nel liceo musicale”, anche dalla nota di ieri del Cnafam, Coordinamento nazionale per la formazione artistica, musicale e coreutica (organismo non ministeriale ma comunque legato agli ambienti ministeriali in quanto più volte protagonista di audizioni presso Camera e Senato sul tema della riforma dell’istruzione musicale ed ispiratore di diverse proposte di legge, ultima, in ordine di tempo, quella sul “riordino delle norme in materia musicale e coreutica”, attualmente in discussione presso la VII Commissione permanente del Senato), che ha pubblicato sul proprio sito quanto segue: “Con l’attivazione dell’ultimo Liceo musicale e coreutico, qualche giorno fa, ad Enna diventano 53 i Licei musicali e 18 coreutici (12 statali e 6 pareggiati)”. E’ pur vero che ad Enna la realtà delle scuole medie ad indirizzo musicale è presente da tantissimi anni e a Caltanissetta, invece, solo da qualche anno.
Nessuna speranza, dunque, per Caltanissetta, almeno non per questo anno scolastico: quello che resta è solo rabbia e un gran senso di vuoto e di solitudine su un territorio depauperato oggi di tutto, abitato da cittadini che dovrebbero potere reclamare i propri diritti (vivere dignitosamente, mettere su famiglia, permettere ai propri figli di coltivare i loro talenti e seguire la loro vocazione professionale) e invece consumano i loro giorni ascoltando le vane promesse e le lusinghe della politica (che peraltro, con i lauti vitalizi di cui nutre i propri rappresentanti, dovrebbe stimolare gli stessi ad interessarsi spontaneamente alle sorti del territorio, tutte quelle cose di cui si prende accuratamente nota in campagna elettorale, invece di aspettare le telefonate di sollecito di questo o di quell’altro soggetto).

