CALTANISSETTA – Sulla vicenda dell’operaio dell’ex Fiat di Termini Imerese, omicida e suicida per avere perso il lavoro, interviene il Partito comunista dei lavoratori. In una nota a firma di Sergio Castiglione, coordinatore regionale della Sicilia del Partito Comunista dei Lavoratori, e Giacomo Di Leo, responsabile sindacale regionale del partito, si stigmatizzano i comportamenti del governo e dell’azienda e si ribadisce la necessità di un’azione sinergica di lotta per riaffermare i diritti calpestati dei lavoratori.
Questo il testo integrale: “…E’ la triste vicenda dell’operaio Bova, che si suicida, dopo aver ammazzato la moglie, in preda ad una grave depressione da licenziamento. Cosi’ come Noureddine che si diede fuoco. Ha peccato di ribellione contro i soprusi ” legali” dei 10 Vigili Urbani di Palermo, che istigarono l’ambulante. Cosi il ragazzo esasperato dimostrò loro quanto erano razzisti…. L’inchiesta è stata archiviata per la parte dell’istigazione al suicidio, restano le accuse ai dieci per calunnie, lesioni, abuso d’ufficio, falso ideologico e materiale. Archivieranno anche questo???!!! Cosa volete? che diventiamo tutti dei miserabili, disgraziati e che ci suicidiamo? Che facciamo strage delle nostre famiglie e finire condannati anche dai nostri cari? Come per legge è toccato ad Agostino Bova ex operaio della Fiat di Termini Imerese, quella “legge del profitto” che lo ha licenziato, senza la quale avrebbe avuto una semplice sanzione amministrativa in altri contesti per avere utilizzato il tesserino di un suo compagno di lavoro in malattia per poter mangiare alla mensa aziendale, producendo un danno di 55 euro (!!!) alla multinazionale guidata da Marchionne, il cui stipendio è superiore più di 1000 volte a quello di un dipendente medio della Fiat!!! Oggi il modello Marchionne implica sfruttamento e punizione dei lavoratori. Licenziando l’operaio lo hanno portato alla perdita della dignità umana, facendolo precipitare nel tunnel dei miserabili, condannati per l’eternità. Questo è il dramma reale della vita dei “miserabili”!!! Ma non pensiate di sottrarvi, nessuno, siete tutti coinvolti!!! Ci vuole coraggio per suicidarsi, come ci vuole coraggio a ribellarsi e morire per questo, sacrificarsi ( è una passione ) per il bene sociale. Come i partigiani scegliamo di combattere e morire una sola volta e non morire a poco a poco. Per la dignità dei lavoratori, per la libertà dal profitto!!! Condanniamo questo Regime capitalistico per tutti i suicidi e i morti nelle fabbriche, nei cantieri, nel mare, nelle lotte, ammazzati dalla crudeltà del profitto di pochi. Per nostra fortuna la lotta paga e ce lo insegnano ogni giorno di più le ribellioni dei migranti contro la legge che li costringerà a restare 18 mesi rinchiusi nei Cara, la lotta degli operai dello spazzamento di Caltanissetta che hanno occupato il Comune contro il paventato licenziamento di 40 su 103 lavoratori per effetto della gara d’appalto. E che dire della grande determinazione degli operai dalla Fincantieri di Palermo che hanno occupato il tetto di Fincantieri: otto giorni di lotta con scioperi continuativi e occupazione degli uffici della dirigenza hanno scongiurato nuove casse integrazioni. La lotta degli operai per difendere il proprio lavoro e le vite loro e delle loro famiglie ha avuto un a parziale vittoria solo grazie alla radicalità e alla tenacia delle loro forme di lotta. Un esempio da seguire in tutta la Sicilia, in tutti i luoghi di lavoro, dove oggi più che mai conta il “diritto” della forza, l’unico diritto temuto dal padronato e dai suoi governi. Come Partito Comunista dei Lavoratori solidarizziamo con questi lavoratori e sosteniamo concretamente le loro, le nostre forme di lotta, che sono quelle classiche utilizzate da sempre, e con possibilità di vittoria, dal movimento dei lavoratori, le uniche forma di lotta incisive e temute dal padronato e dai suoi governi, sulla via della lotta di classe radicale e prolungata: l’unica che può strappare risultati utili ai lavoratori, contro tutte le illusioni legalitarie e parlamentaristiche, contro i governi dell’alternanza borghese (centrodestra, centrosinistra), per la liberazione dalla dittatura degli industriali e dei banchieri, per il governo dei lavoratori”.
Sergio Castiglione
Coordinatore regionale della Sicilia del Partito Comunista dei Lavoratori
Giacomo Di Leo
Responsabile sindacale regionale del Partito Comunista dei Lavoratori

