CALTANISSETTA – Dopo la replica del coordinatore cittadino del PDL, Gianfranco Fuschi, in merito alla più volte annunciata mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco di Caltanissetta, Michele Campisi, interviene anche il coordinatore provinciale della Giovane Italia e capogruppo pro tempore del PDL, Oscar Aiello. “La mozione di sfiducia a Michele Campisi? Un nuovo sindaco nel 2012? Questi ripetuti ed ormai noiosi proclami – sottolinea in una nota Aiello – (demagogici?) non fanno più notizia se non altro perché provengono da onorevoli personaggi che, a vario titolo, hanno amministrato Caltanissetta per decenni.
Chi infatti negli ultimi anni ha gestito il Comune e l’ATO CL1, rendendosi quindi co-responsabile dell’attuale disastrosa situazione, dovrebbe avere il buon senso di rimanere in silenzio, invece di tentare di apparire come neofita della politica nissena in possesso della soluzione a tutti i problemi che attanagliano la nostra città.
Non si possono infatti accettare lezioni di politica da parte di chi ha avuto, per anni e anni, la possibilità di cambiare in meglio Caltanissetta. E’ dovere di chi amministra lasciare la città, al termine del proprio mandato, in condizioni migliori rispetto a come si era ereditata. Vanno dunque definitivamente “rottamati” ex onorevoli, sindaci, assessori che hanno tramandato solo debiti e problemi di vario genere:quel modo di fare politica non può assolutamente essere preso da esempio dalla nuove generazioni!
Capisco che c’è chi è abituato a governare pur avendo perso le elezioni, ogni tanto però bisogna aver rispetto del responso delle urne, per cui, invece di annunciare sulla stampa fantomatiche mozioni di sfiducia, che ci si impegni per qualcosa di reale e concreto.
Ricordo infatti che il Consiglio comunale, e le Commissioni consiliari, sono prive da mesi di presidenti eletti. Come può infatti una parte dell’opposizione parlare di mozione di sfiducia se non è stata neanche capace di eleggere un presidente del Consiglio? Caltanissetta ha ancora presente l’indegna gazzarra scatenata dall’opposizione che portò alle dimissioni del collega e gran galantuomo Giuseppe Territo da presidente del Consiglio; secondo il motto distruggiamo tutto per non costruire niente. E’ arrivato dunque il momento che ognuno si assuma le proprie responsabilità, in questo caso il PDL sará ben lieto di sedersi attorno ad un tavolo per discutere con tutte quelle forze moderate che hanno a cuore le sorti della città.”


