SAINT TROPEZ – Ci sono storie curiose di nisseni che eccellano in qualcosa in giro per il mondo, e che nascondono tanti primati, anche se non occupano la cronaca quotidiana, di
quella cronaca che non leggi sui giornali, a meno ché non compiano qualcosa di particolare, che divengano cioè primi per questa o quella specialità, o che vincano il premio tal dei tali. Ma ci sono storie, come quella della nissena di cui stiamo parlando che lontano dai clamori delle cronache, hanno vite particolari da somigliare ad un film. È il caso di Alessia Di Gloria, nissenissima di sangue, andata via dalla città quasi per scommessa, e proprio su quella “scommessa” ha basato il suo cammino umano e professionale. Aveva appena 22 anni, quando vedendo su un giornale la pubblicità di una scuola per croupier a La Spezia, decise di voler provare. Da allora i tavoli da gioco, e le fiches l’hanno portata a vivere in giro per il mondo, e mentre stiamo leggendo questo giornale lei ha da poco lasciato Caltanissetta per tornare in Costa Azzurra. Già il croupier, un mestiere forse tanto distante dall’immaginario collettivo, eppure svolto con estrema professionalità da seri professionisti, abili e preparati, come Alessia. A 22 anni dicevamo, decide di frequentare la prima scuola di croupier. Poi subito vita e lavoro all’estero nei casinò più importanti, in Inghilterra a Birmingham, poi le navi da crociera, il Sud America, il rientro in Europa al gran Casinò di Bruxelles ed a Chemonix Mont Blanc. Il black jack e la roulette hanno dato ad Alessia Di Gloria la fortuna di conoscere il mondo, il bene ed il male, la salute e la psicosi.
Tante le storie e gli aneddoti che con lucida memoria Alessia ci racconta quando parla della gente che ha visto scommettere dinanzi ai suoi occhi, di quanti fiumi di danaro abbia contato e di come il denaro per lei, e per i suoi colleghi quasi non avesse valore “Per noi il denaro è plastica” ci dice, parlando di tutti coloro i quali per malattia, o proprio per “non aver guadagnato il danaro”, lo disperde con i giochi d’azzardo. Sulle navi da crociera per esempio, pur non muovendosi dal casinò, “si ha la possibilità di conoscere il mondo”, è il mondo a passarle davanti, “sulle navi- racconta Alessia- ci sono anche 700-800 persone di equipaggio di 40 paesi diversi, oltre ovviamente i viaggiatori. E proprio sulle navi ho visto le scene più diverse, dal milionario indiano che gioca e perde migliaia di dollari alla roulette, alle giovani coppie, alle quali dobbiamo spiegare l’abc, e che magari dopo una esigua vincita, quasi ringraziano tutto il personale e vanno via con qualche dollaro in più e tanti sorrisi, per offrire una più sontuosa cena alla propria amata”. Dietro ogni giocatore, c’è una vita diversa, Alessia Di Gloria ha frequentato dei corsi di Gambler che le consentono subito di individuare anche solo dai primi passi all’interno del casinò la tipologia di giocatore e quindi di persona che ha dinanzi, ci sono i normali avventori, e quelli ammalati di gioco, “In Inghilterra, mi capitava spesso –dice Alessia- di vedere giocatori che avevano giocato tutto quanto avessero in tasca, compresi gli ultimi pound per il bus o per il taxi per far rientro a casa. Ovviamente questa vita ha fatto sacrificare ad Alessia la sfera sentimentale, anche se dice “dovrei trovare uno zingaro come me, per pensare di poter stare bene con un uomo e dati i miei ritmi non è affatto semplice, ma si tratta di un aspetto che non mi manca, al momento i miei unici affetti sono i miei nipotini che riabbraccio tute le volte che rientro nella mia amata Caltanissetta, ed i miei genitori che mi hanno sempre supportato, anche se credo avessero preferito facessi un lavoro diverso, possibilmente più vicino a casa. Intanto io sono felice della mia vita, non c’è una mattina che non mi svegli con il sorriso sulle labbra, ed ovviamente quando rientro chiedo quale sia il bar di tendenza nella mia città perché infondo sono rimasta la provinciale di sempre”.
Marco Benanti


