Salute

Alzheimer.”A San Cataldo vorremmo dare risposte certe alle famiglie”

Redazione

Alzheimer.”A San Cataldo vorremmo dare risposte certe alle famiglie”

Sab, 30/07/2011 - 14:45

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I psicologi della cooperativa sociale Etnos

SAN CATALDO(CL) – Cosa sarà di noi? E’ la domanda sempre più ricorrente che molte delle famiglie che vivono a San Cataldo pongono agli psicologi della cooperativa sociale Etnos. Nonostante la cooperativa abbia dato la propria disponibilità ad accompagnare quanti a San Cataldo vivono la malattia di Alzheimer, auspichiamo che l’amministrazione possa sollecitare un incontro per iniziare un percorso più strutturato nel Comune e poter dare risposte certe a chi vive quotidianamente questo dramma. Gli psicologi Giuseppina Amico, Roberta Leonardi e Salvatore Torregrossa hanno constatato che ancora nel Comune di San Cataldo come in altri comuni del distretto, sono numerose le famiglie che si sentono tanto rassegnate da vivere in modo solitario la malattia. Nelle tante telefonate che riceviamo sentiamo davvero una grande inquietudine spesso determinata da un senso di solitudine che sprofonda a volte in vera e propria disperazione. La malattia impone un vissuto emotivo difficile da gestire in solitudine:  isolamento, solitudine, vergogna, senso di colpa, sono alcune delle emozioni che contribuiscono a ridurre notevolmente il benessere del familiare con ripercussioni notevoli sullo stesso soggetto ammalato.

Vorremmo poter dare delle risposte certe e poter dare speranze a queste famiglie ma al momento possiamo solo offrire parole di conforto.

La demenza di Alzheimer, che è la forma più diffusa tra le patologie neurodegenerative ad insorgenza dopo i 50 anni di vita. Si stima un’incidenza di 200 casi circa nel distretto di San Cataldo, secondo le recenti stime del fenomeno. La patologia, attualmente incurabile, necessita per sua natura di una presa in carico precoce per garantire l’ efficacia delle attuali terapie, il cui meccanismo di funzionamento favorisce un rallentamento effettivo del processo degenerativo solo nelle fasi lievi-moderate della stessa.

Negli anni le campagne di sensibilizzazione e prevenzione hanno permesso di ridurre notevolmente i tempi di presa in carico (diagnosi, terapie farmacologiche, terapie riabilitative), attraverso un’organizzazione funzionale della rete di servizi la quale permette di assistere il soggetto e la sua famiglia fin dalle prima fasi e per tutta la durata della malattia. 

San Cataldo così come tutti comuni del distretto ad essa afferente manca attualmente dei più elementari presidi  assistenziali se si escludono i servizi ospedalieri di diagnosi e terapia presenti presso l’UVA nissena. Mancano i centri diurni e mancano le fondamentali attività di sostegno informativo ed emotivo rispetto alle diverse fasi della malattia ed alla loro gestione giornaliera.

La cooperativa Etnos gestisce un centro diurno a Caltanissetta per malati di Alzheimer del distretto D8 e presto aprirà un altro centro a Delia. Sembra assurdo che non si possa rendere lo stesso servizio per quanti vivono a solo 8 KM di distanza.

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