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Traffico di clandestini, arrestato cittadino afgano

Redazione

Traffico di clandestini, arrestato cittadino afgano

Dom, 31/07/2011 - 16:21

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CALTANISSETTA – Tratto in arresto sabato 30 luglio dal personale della Squadra Mobile di Caltanissetta, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelate in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Lecce, Faizal Himet, alias Zaman, 24 anni, nato in Afghanistan, indagato per i reati di associazione per delinquere (art. 416 cp) ed ingresso clandestino in Italia (art. 12 comma 3, 3 bis e 3 ter del d.lgs 289/98). Lo straniero si era domiciliato da qualche giorno a Caltanissetta, in un immobile del centro storico, ed è stato rintracciato in via Arco Alessi, nelle vicinanze della sua abitazione.

Da quanto risulta dalle indagini svolte dalla Squadra Mobile di Lecce, in stretta sinergia con la Squadra Mobile nissena, Faizal Himet è personaggio di spicco nel traffico di clandestini tra la Turchia e l’Italia, ritenuta però solo base logistica per i trafficanti di esseri umani in quanto i clandestini venivano poi aiutati – dietro pagamento di lauti corrispettivi – a raggiungere sedi definitive in Germania, Svezia, Danimarca, Francia, Svizzera, Belgio e Austria. Ma l’organizzazione lavorava, per lo stesso scopo, anche in collegamento con analoghe organizzazioni a Roma. La complessa indagine si è avvalsa anche di numerose intercettazioni telefoniche sulle utenze dei sospettati. Due le rotte individuate per la tratte clandestine, una che prevedeva il trasporto dei migranti a bordo di potenti gommoni da oceano che partivano dalla Grecia nord-occidentale, guidati da scafisti greci o albanesi, e l’altra, invece, con il trasporto dei clandestini a bordo di yacht o imbarcazioni a vela di 40-50 piedi, che partivano dai porti meridionali della Turchia. I clandestini venivano poi fatti sbarcare sulle coste delle province di Lecce e Crotone.

Individuato anche il sistema per assicurare all’organizzazione criminosa i pagamenti con un metodo che non consente di tracciare i movimenti del denaro, che veniva versato in contanti da parte dei clandestini o delle loro famiglie presso i cosiddetti “sarafi”, praticamente agenzie di cambio valute (che rilasciano solo una ricevuta con un codice a quattro cifre, che era quello poi comunicato telefonicamente dai clandestini ai trafficanti per la riscossione), ubicati in diverse città dell’Asia orientale e del Medio Oriente, ma con filiali anche ad Amburgo e Francoforte (Germania) e a Crema.

Il cittadino afgano arrestato ieri al termine di lunghi servizi di appostamento ed osservazione, si era da poco trasferito nel capoluogo nisseno ma all’epoca delle indagini rappresentava un punto di riferimento dell’organizzazione nell’hinterland milanese, facendo convergere i cittadini clandestini provenienti dal Medio Oriente nelle abitazioni dell’organizzazione site nelle province di Bergamo e Cremona.

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