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Sanità, inchiesta Nursing Up: “furto di talenti”. L’Europa adesso “adotta” gli infermieri italiani prima della laurea

Redazione

Sanità, inchiesta Nursing Up: “furto di talenti”. L’Europa adesso “adotta” gli infermieri italiani prima della laurea

Lun, 30/03/2026 - 16:48

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Non è più solo fuga di cervelli, ma, metaforicamente parlando, è in atto una sorta di OPA sui nostri laureandi in infermieristica. Secondo l’inchiesta del sindacato Nursing Up, i Paesi europei adesso intercettano gli infermieri italiani nelle aule universitarie prima ancora della laurea. Un “contratto sulla culla” che trasforma l’Italia in un vivaio gratuito per l’estero.

IL COSTO DEL “REGALO” ITALIANO: OLTRE 200 MILIONI L’ANNO

Formare un infermiere costa allo Stato circa 30.000 euro (dati CREA Sanità). Poiché circa 7.000 infermieri lasciano in media l’Italia ogni anno (dati Hunters Group in linea con le indagini nazionali), il nostro Paese regala all’Europa oltre 200 milioni di euro in capitale umano già pronto. Il tutto mentre l’Italia denuncia una carenza di 175mila professionisti rispetto agli standard europei.

«L’Italia semina, l’Europa vendemmia», accusa Antonio De Palma, Presidente Nursing Up. «Paghiamo strutture e tirocini per fornire professionisti a ospedali tedeschi, svizzeri e norvegesi».

L’INDAGINE NURSING UP: LE OFFERTE ESTERE GIÀ DURANTE GLI STUDI

L’inchiesta che documenta programmi di reclutamento aggressivi prima ancora della laurea:

  • GERMANIA: Il progetto Germitalia offre vitto, alloggio e corso di lingua. Stipendi iniziali di 2.400-2.600€ lordi, che salgono a 3.300-3.800€ (oltre 4.000€ con indennità) dopo il riconoscimento del titolo.
  • NORVEGIA: Bandi da 3.500 euro netti con welfare totale: alloggio, bollette e voli pagati.
  • SVIZZERA: Offerte tra 5.000 e 6.500 franchi mensili (fino a 6.700€) nelle zone di Zurigo e Basilea.
  • IL CONFRONTO: A fronte di queste cifre, in Italia lo stipendio medio resta tra 1.500-1.700€, con affitto a carico del lavoratore.

IL PARADOSSO DELLE “TOPPE” STRANIERE

Mentre i talenti italiani fuggono, le Regioni cercano paradossalmente sostituti extra-UE:

  • Lombardia: Progetti per l’arrivo di 3.000 infermieri uzbeki e in passato (il ben noto progetto Magellano) inserimento di sudamericani con solo 4 settimane di corso di italiano.
  • Lazio, Veneto, Calabria e Puglia: Missioni in Cile, Perù e Cuba per tamponare i buchi strutturali con professionisti importati.

L’APPELLO

«Il nostro SSN si sta annichilendo per dissanguamento», conclude De Palma. «Non servono toppe straniere, serve dare dignità economica ai nostri talenti, prima che l’ultimo infermiere italiano spenga la luce della propria stanza e parta per l’estero».

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