Salute

In Italia 7,7 milioni di persone hanno subito violenza economica

Redazione

In Italia 7,7 milioni di persone hanno subito violenza economica

Mar, 17/03/2026 - 19:28

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Sono 7,7 milioni gli italiani che dichiarano di avere subito consapevolmente episodi di violenza economica, si tratta del 15% della popolazione maggiorenne. Un valore che si accentua in alcuni segmenti, che risultano più vulnerabili, ovvero le persone che si trovano in condizione di disoccupazione (24%), quelle nella fascia d’età 35-44 anni (22%), chi ha un reddito personale e familiare limitato (20%), e chi è single, separato o vedovo (19%).

Per portare alla luce un fenomeno ancora poco riconosciuto, il gruppo Sella e l’Università Cattolica hanno condotto una ricerca con l’obiettivo di misurare la diffusione della violenza economica in Italia e a individuare i fattori che ne aumentano o riducono il rischio. Le vittime dichiarano che sono soprattutto i partner o gli ex partner (54% dei casi) gli autori della violenza economica; nel 35% dei casi, tuttavia, le forme di violenza risultano perpetrate nel rapporto fra genitori e figli.

La ricerca individua tre modalità principali attraverso cui questo abuso prende forma: il controllo economico, il sabotaggio economico, che ostacola le opportunità di lavoro o di formazione e lo sfruttamento economico, che si concretizza nell’appropriazione delle risorse della vittima. Quando il fenomeno della violenza economica viene analizzato attraverso strumenti basati sui comportamenti, e non solo sulle dichiarazioni consapevoli, la quota di persone a rischio sale al 22%. Le persone con percezione di minore competenza nella gestione delle finanze risultano più frequentemente vittime di violenza economica (27% dei casi contro il 15% nella popolazione complessiva).

L’educazione finanziaria si conferma dunque il principale fattore di protezione. “È essenziale sostenere attività di sensibilizzazione, rafforzare e semplificare l’accesso alle reti di supporto”, ha commentato Marco Landi, director del gruppo Sella. Secondo Edoardo Lozza, professore ordinario di Psicologia Economica alla Cattolica, “risulta prioritario promuovere un cambiamento culturale per contrastare stereotipi e pregiudizi di genere”.

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