Le aziende agrituristiche hanno raggiunto quota 26.360 nel 2024, con un incremento di 231 unità (+0,9%). Si tratta di un segnale che conferma la vitalità del turismo rurale. Continua a crescere anche il valore economico del settore: +3,3% rispetto al 2023 a 1,93 miliardi.
Lo indica il rapporto Istat pubblicato oggi, secondo cui la continua crescita degli agriturismi conferma la vitalità del settore che negli ultimi 10 anni ha registrato un aumento medio annuo del fatturato del 5,3%. La quota dei Comuni italiani che ospita almeno un’azienda agrituristica è del 64%.
In crescita del 4,3% le aziende che abbinano l’offerta di alloggio e degustazione. Nelle Isole la crescita delle aziende che offrono alloggio-degustazione è del 9,8%. Gli agrituristi sono 4,7 milioni (+4,3%), di cui oltre la metà (54,8%) stranieri. Il 72% sceglie le strutture del Centro e del Nord-Est. Le presenze sono concentrate sul territorio: 382 Comuni (il 7,6% del totale) ospitano il 42% degli agrituristi. Il Nord, resta, con 11.504 aziende (43,5%), il territorio con la più alta dotazione di strutture agrituristiche: di queste poco più di 7.540 si trovano nelle Regioni del Nord-Est.
Seguono il Centro con 9.626 aziende (36,5%) e il Mezzogiorno, con poco più di 5.230 aziende (19,8%). Di queste ultime, 3.340 operano nelle Regioni del Sud e 1.890 nelle Isole. Anche nel 2024, la Toscana, con il 22,2% delle aziende agrituristiche a livello nazionale, si conferma al primo posto nella graduatoria regionale, seguita dalla Provincia autonoma di Bolzano (13%). Questi due territori concentrano oltre un terzo delle strutture. Tra le altre Regioni si segnalano Lombardia (6,5%), Veneto (6,4%), Piemonte (5,6%), Umbria (5,1%) e Lazio (5,0%). Tutte le altre Regioni e la Provincia autonoma di Trento presentano una quota inferiore al 5%.

