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Mussomeli. “Compito di realtà” per gli studenti dell’Istituto comprensivo “Leonardo Da Vinci”

Redazione 1

Mussomeli. “Compito di realtà” per gli studenti dell’Istituto comprensivo “Leonardo Da Vinci”

Ven, 13/02/2026 - 19:04

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MUSSOMELI. Nei giorni dal 10 al 13 febbraio 2026, in tutti i plessi della scuola secondaria di primo grado – Mussomeli, Campofranco e Sutera – dell’Istituto comprensivo “Leonardo da Vinci”, sono state realizzate dagli alunni di tutte le classi le attività del “Compito di realtà”, previste dalla programmazione iniziale per i due quadrimestri del corrente anno scolastico.

Da tantissimo tempo, nel dibattito tra esperti pedagogisti, politici e docenti di tutte le scuole, con approfondimenti su riviste specializzate, si teorizza e si pratica il passaggio dall’insegnamento-apprendimento mnemonico all’insegnamento-apprendimento della ricerca azione che vede gli alunni protagonisti attivi della costruzione dei saperi, con la loro capacità individuale e collettiva di trasferire le conoscenze teoriche dell’essere e sapere essere alla pratica reale del sapere fare, mettendo l’accento educativo sulla formazione attiva dei soggetti educandi.

Una rivoluzione educativa. Come viene affermato dai manuali di pedagogia: “Il compito di realtà in pedagogia è un’attività didattica che richiede agli studenti di risolvere situazioni complesse e nuove, simili a contesti di vita reale, applicando conoscenze e abilità acquisite. Il suo significato pedagogico principale risiede nel passaggio dalle conoscenze teoriche alla loro applicazione pratica, promuovendo competenze, pensiero critico e problem-solving”.

Per le classi prime il compito di realtà è stato: “Cambia il tuo gesto, cambia il futuro”. Come è scritto nella finalità del progetto: “Le alunne e gli alunni delle classi prime, attraverso un percorso guidato, matureranno la consapevolezza che occorre promuovere un comportamento sostenibile, incrementando il processo di differenziazione dei rifiuti e sensibilizzandoli alle buone pratiche del riuso e del riciclo”.

Per le classi seconde: “Benessere e salute a tavola”. Lo scopo educativo: “Le alunne e gli alunni delle classi seconde, attraverso un percorso guidato, matureranno la conoscenza e la consapevolezza dell’importanza dell’alimentazione. Si potenzieranno il livello di attenzione al sapere mangiare in modo corretto e sano, focalizzando l’attenzione sull’importanza e sulla scelta dei vari alimenti da consumare durante la dieta giornaliera”.

Per le classi terze: “A scuola di legalità … per dare un senso al futuro”. Il fine educativo: “L’educazione alla legalità ha per oggetto la natura e la funzione delle regole nella vita sociale, i valori civili e la democrazia, l’esercizio dei diritti di cittadinanza. Promuovere la cultura della legalità nella scuola significa educare gli alunni al rispetto della dignità della persona umana”.

Tra le tante attività programmate e svolte, degno di nota è stato l’incontro delle terze classi, martedì pomeriggio 10 febbraio, in diretta streaming, con il testimone di giustizia Giuseppe Carini che ha dialogato con il giornalista e scrittore Roberto Mistretta sulla testimonianza di fede e di impegno civile di don Pino Puglisi, uomo autentico della periferia palermitana che, con la sua concreta testimonianza, ci ha donato il suo messaggio di amore fraterno e solidale di uomo assetato di giustizia, vinto e sconfitto tra i vincitori del fare Bene, in terra di Sicilia.

Grande soddisfazione è stata espressa dalla dirigente scolastica prof.ssa Alessandra Camerota che, al termine delle attività svolte, così ha chiosato: “Ho visto tanto entusiasmo da parte degli alunni, protagonisti attivi di una scuola dinamica delle differenze e della inclusione. La trasversalità dei saperi, con il coinvolgimento di tutte le discipline specifiche, è una richiesta che proviene dai rapidi cambiamenti epocali e socioculturali, in sintonia con l’evoluzione dei costumi sociali, del mondo del lavoro e del “lifelong learning”; favorendo così l’integrazione dei saperi con i principi e i valori educativi che faranno maturare responsabilmente i nostri alunni, futuri cittadini di un mondo in rapida trasformazione”.

Una educazione permanente che dura tutta la vita è segno di un’apertura democratica nei confronti dei nuovi orizzonti multidisciplinari e interdisciplinari, assi portanti di una società globalizzata: multirazziale, multietnica e interculturale. Per questo, la scuola si fa spazio aperto per il dialogo educativo, superando le criticità generazionali e le intolleranze sociali.

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