“Siamo isolati, chiediamo un intervento subito, altro che Ponte di Messina. Questa è la foto fatta un anno fa per la laurea di mio figlio a Roma. Prima di tutto voglio portare via i ricordi, per dire che la famiglia si sta trasferendo”. A mostrare a LaPresse la foto di famiglia è la signora Buscemi, una degli oltre mille sfollati di Niscemi colpita dalla frana. La donna ha voluto trarre in salvo la foto nei pochi minuti messi a disposizione dai Vigili del Fuoco per il recupero dei beni personali all’interno delle abitazioni della zona rossa.
“È sintomatico di cosa stiamo lasciando, 24 anni di ricordi e di vita familiare”, afferma il marito, Gianfranco Buscemi, mentre svuota il frigorifero e la dispensa dai beni di prima necessità. In salotto lo stendino ancora con i panni appena stesi lasciati ad asciugare, segno di una vita che si è interrotta all’improvviso, senza lasciare il tempo di comprendere nemmeno cosa stesse accadendo. Il figlio della coppia, 21enne, mentre stacca le mollette racconta di come non avrebbe mai pensato di lasciare la propria casa: “Io non ho vissuto la frana del 1997, forse per questo non ho mai dato troppo peso a quanto accaduto. Ora è successo, bisogna prenderne atto e trovare la forza di andare avanti”.
In ogni stanza dell’appartamento sono evidenti i segni della fuga determinata dalla frana che il 26 gennaio ha cambiato per sempre la vita di tutta Niscemi.

