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Il vento ferisce Caltanissetta: spezzata la croce del Redentore, istituzioni al lavoro per il restauro

Redazione

Il vento ferisce Caltanissetta: spezzata la croce del Redentore, istituzioni al lavoro per il restauro

Gio, 22/01/2026 - 22:34

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Due giorni di maltempo intenso hanno lasciato il segno a Caltanissetta, colpita da raffiche di vento particolarmente violente che hanno provocato disagi diffusi e numerosi interventi sul territorio. Fortunatamente non si registrano danni gravi né conseguenze per le persone, ma un episodio più di altri ha colpito l’immaginario collettivo della città: la croce del monumento del Redentore, danneggiata dalla forza del vento sulla cima del monte San Giuliano.
È stata proprio quell’immagine a catalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica e dei social, diventando la notizia del giorno. In una situazione segnata da danni per lo più contenuti, la croce del Redentore ha rappresentato l’episodio di maggiore impatto simbolico per l’intera comunità, al punto da essere letta come una ferita inferta a uno dei simboli più profondi dell’identità cittadina.


Il monumento del Redentore, inaugurato il 30 luglio 1900, domina la città da oltre 125 anni dalla sua posizione panoramica sul monte San Giuliano. Pensato come segno di devozione e protezione, è da sempre un riferimento visivo e spirituale per generazioni di nisseni, quasi a vegliare sulla città dall’alto della collina che la sovrasta.
Proprio per il valore simbolico e religioso che il monumento rappresenta, l’input iniziale per un’azione concreta di recupero è arrivato dall’ambito ecclesiastico. È stato infatti Mons. Mario Russotto a sollecitare un intervento deciso affinché la statua del Redentore potesse essere tutelata e restituita al suo pieno valore storico e spirituale.


Un input che è stato prontamente recepito dalle istituzioni, dando vita a un’azione comune di coordinamento. L’Amministrazione comunale, attraverso l’assessore alla Cultura Giovanna Candura, ha avviato un’interlocuzione con la Soprintendenza ai Beni culturali di Caltanissetta, guidata dall’architetto Daniela Vullo, per valutare un percorso di recupero complessivo del monumento.
«Sono felice che si sia attivata immediatamente una volontà condivisa e una forma di collaborazione così importante per il bene e la crescita della città – dichiara Giovanna Candura –. Attorno alla statua del Redentore si è creato un lavoro comune per individuare una soluzione nel più breve tempo possibile. È giusto che i nisseni possano riappropriarsi di questo simbolo in buone condizioni, del Redentore che da sempre veglia sulla città dall’alto del monte San Giuliano».


Sul piano tecnico-istituzionale, la Soprintendenza ha già avviato le prime attività. «Subito dopo aver appreso del danneggiamento del monumento – dichiara la soprintendente Daniela Vullo – ho disposto un sopralluogo tecnico finalizzato all’accertamento dei danni. Da un primo esame è emerso che la croce, verosimilmente non realizzata in bronzo, materiale che costituisce l’imponente simulacro, piegata dall’azione del vento si è spezzata, pur rimanendo ancorata alla struttura in condizioni precarie. Per questo è stata richiesta l’interdizione delle aree circostanti a tutela della pubblica incolumità. Abbiamo inoltre attivato le procedure per la richiesta di un finanziamento al Dipartimento regionale dei Beni culturali, finalizzato a un intervento di somma urgenza per la messa in sicurezza del bene».
Al momento non sono ancora definiti tempi e modalità operative, ma il percorso è stato avviato. Un segnale significativo che nasce da un evento critico e che dimostra come, attorno a un simbolo condiviso, la città sappia esprimere unità di intenti, responsabilità e collaborazione tra istituzioni diverse, tutte orientate alla tutela e alla valorizzazione del proprio patrimonio identitario.

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