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Caltanissetta, il WWF denuncia escalation di illegalità venatorie e rischi per la sicurezza pubblica

Redazione 3

Caltanissetta, il WWF denuncia escalation di illegalità venatorie e rischi per la sicurezza pubblica

Mer, 28/01/2026 - 13:06

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Caltanissetta – A pochi giorni dalla chiusura della stagione venatoria 2025/26 prevista per il 31 gennaio, il WWF Sicilia Centrale denuncia pubblicamente una serie di gravissimi episodi di violazione delle leggi in materia di caccia e sicurezza pubblica avvenuti nel territorio della provincia di Caltanissetta. Tali episodi, documentati fotograficamente sia da privati cittadini che dalle Guardie Giurate volontarie dell’Associazione, delineano un quadro preoccupante di arroganza e sprezzo delle minime regole di sicurezza. Nei giorni scorsi, nelle campagne tra Caltanissetta e San Cataldo, un simpatizzante dell’Associazione ha documentato – con inconfutabili prove fotografiche – l’azione di un cacciatore che, dopo aver parcheggiato il proprio veicolo sul ciglio di una strada provinciale, armato di fucile si è inoltrato a piedi lungo la strada per sparare ad alcune anatre presenti nel torrente che costeggia la strada.

Tale condotta viola palesemente l’art. 21 della Legge 157/92, che proibisce l’esercizio venatorio a distanza inferiore a 50 metri dalle strade pubbliche, nonché lo sparo in direzione delle stesse da distanza inferiore a 150 metri. L’utilizzo della sede stradale come “postazione di caccia” configura, inoltre, un grave reato di pericolo per la sicurezza pubblica e l’incolumità degli altri utenti della strada. Lungo un’arteria provinciale nei pressi di Mazzarino (CL), lo scorso dicembre le Guardie venatorie WWF hanno rinvenuto e fotografato diversi bossoli di cartucce di fucile calibro 12 appena esplose, lasciati direttamente sull’asfalto di un piccolo ponte in un’area agricola poco distante dal centro abitato. Il ritrovamento dei bossoli sulla carreggiata prova inequivocabilmente che l’azione di sparo è avvenuta dalla strada stessa o nella sua immediata prossimità, ovvero – come spesso è abitudine – sparando direttamente dai finestrini dell’autoveicolo. Oltre alla violazione delle distanze di sicurezza ed al reato di sparo da veicoli a motore, si configura anche l’illecito abbandono di rifiuti speciali (i bossoli in plastica e metallo) nell’ambiente, aggravato dal contesto di pubblica viabilità. Il WWF esprime profonda indignazione e preoccupazione per questa serie di gravi episodi di bracconaggio e illegalità diffusa: le immagini raccolte testimoniano un clima di totale sprezzo delle regole, dove l’arroganza di alcuni cacciatori mette a repentaglio non solo la biodiversità, ma la stessa incolumità dei cittadini. Sparare in prossimità di strade o, peggio ancora, utilizzare le infrastrutture viarie come postazioni di caccia, costituisce una violazione penale gravissima ed espone automobilisti, ciclisti e residenti al rischio concreto di essere colpiti dai pallini. L’uso delle armi da fuoco in contesti frequentati da automobilisti e cittadini non è più un evento isolato, ma la conseguenza diretta di una cronica assenza di vigilanza venatoria sul territorio. “L’arroganza dimostrata da questi soggetti è figlia della percezione di impunità” dichiara il Presidente di WWF Sicilia centrale, Ennio Bonfanti. “Sparare agli uccelli presso un fiume che costeggia una strada provinciale significa accettare il rischio di ferire utenti della strada o colpire un veicolo in transito. Non siamo solo in presenza di sfacciate violazioni delle leggi sulla caccia, ma di una gestione delle armi che ignora le più elementari norme di pubblica sicurezza”.

Il WWF evidenzia come il territorio nisseno sia ormai sguarnito di una reale rete di sorveglianza. La scarsa presenza di forze di polizia dedicate alla vigilanza venatoria permette a soggetti senza scrupoli di muoversi indisturbati, ignorando distanze di sicurezza e zone protette. L’Associazione ribadisce la necessità di un potenziamento immediato dei controlli nelle aree rurali e forestali del Nisseno ed auspica il ritiro immediato della licenza di caccia per chiunque venga sorpreso a violare le norme sulla sicurezza pubblica. “Chiediamo con forza una maggiore attenzione delle Istituzioni verso il fenomeno del bracconaggio, che danneggia l’immagine dei cacciatori rispettosi delle regole e distrugge il patrimonio naturale di tutti – dichiara Bonfanti – In particolare auspichiamo un intervento urgente del Prefetto e dei competenti Comandi delle Forze di Polizia della provincia affinché le aree rurali del nisseno non siano più considerate ‘zone franche’ sottratte al controllo dello Stato. Per quanto riguarda la stagione di caccia in conclusione, la Regione Siciliana deve prendere atto del fallimento del sistema dei controlli e delle limitazioni contenute nel proprio Calendario venatorio”.

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