Salute

A Niscemi 323 bambini senza classe; avviato l’iter per la Didattica a distanza per gli alunni delle Scuole superiori

Redazione 1

A Niscemi 323 bambini senza classe; avviato l’iter per la Didattica a distanza per gli alunni delle Scuole superiori

Mer, 28/01/2026 - 15:28

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NISCEMI. La situazione a Niscemi, paese in provincia di Caltanissetta, è grave: la cittadina è stata colpita da una frana negli ultimi giorni e ora rischia di crollare. Come riporta Il Corriere della Sera di oggi, 28 gennaio, già 1.500 persone sono state costrette ad abbandonare la loro abitazione, ma il numero è destinato ad aumentare.

La frattura si è allargata di un chilometro in una sola notte mentre l’altezza del costone è passata rapidamente da 7-15 metri a 30-45 metri. La zona rossa è stata attualmente fissata a 150 metri dal fronte di frana. Ovviamente, ci sono problemi anche in numerose scuole del paese.

Sono 323 i bambini rimasti senza classe, tutti frequentanti le scuole materna ed elementare dei rioni a rischio. “La nostra priorità è riportarli al sicuro in una aula con le loro maestre – dice il sindaco Massimiliano Conti – senza doppi turni né didattica a distanza, e farlo nel più breve tempo possibile”.

Gli fa eco la dirigente di un istituto comprensivo, da ieri al lavoro con l’ufficio scolastico provinciale e il Comune di Niscemi per trovare soluzioni immediate. “Il nostro istituto comprensivo si snoda in sei plessi e di questi tre sono stati chiusi perché costruiti sulle aree fragili. Sono scuole bellissime animate da oltre mille studenti e più di 150 tra docenti e personale, chiuderle fa male al cuore”.

Lo scorso 16 gennaio, quando una prima frana lungo la provinciale 10 ha scosso il paese, la protezione civile ha sbarrato i cancelli del plesso e costretto la scuola a trovare soluzioni. Così, la dirigente ha allestito classi in altri plessi, entrambi in quartieri più sicuri. “Poi è stata la volta delle altre due scuole dove si trovano i più piccoli della materna e delle elementari. Abbiamo sfruttato i fondi del Pnrr e ammodernato le scuole con arredi innovativi, laboratori di computer, lavagne interattive e aule innovative. Per noi è un dolore andar via”, queste le sue parole.

A soffrire sono anche le maestre che, subito dopo la prima frana, erano riuscite a portar via cartelloni e disegni, quaderni e libri per rendere più familiari ai bimbi le nuove classi del nuovo plesso. “Togliere le classi soprattutto ai più piccoli è un trauma. Per questo cercheremo di rendere meno doloroso possibile il trasferimento degli altri due plessi e cercheremo di prendere qualcosa dalle vecchie aule: i giochini dell’asilo, i colori e i disegni sono importanti per ritrovare la quotidianità dei bimbi”.

“La frana ha tolto le case a tanti nostri alunni e anche ad alcuni colleghi docenti, tornare a scuola significa moltissimo per tutti noi e in questo senso stiamo lavorando perché non vorremmo costringere i bambini a doppi turni, dunque ad andare a scuola nel pomeriggio. L’ipotesi è anche cercare altri spazi”, ha aggiunto la ds.

Di questo si è discusso ieri durante la riunione con il neo-dirigente dell’ufficio scolastico provinciale nisseno, Viviana Assenza, che ha dato l’okay per avviare intanto la Dad nelle classi delle scuole superiori. «Abbiamo avviato l’iter per poter dare il via alla didattica a distanza per i nostri alunni delle scuole superiori – dice la dirigente del liceo Da Vinci, Viviana Morello –, è l’unico modo per ripartire nell’immediato e far riprendere le lezioni ai nostri 900 alunni, tra cui tanti frequentanti l’ultimo anno e dunque vicini all’esame di maturità». (Corriere della Sera)

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