Salute

Inchiesta Palermo, Cuffaro a capo del comitato d’affari. Il Pm: “Decideva appalti, nomine della sanità e truccato concorsi”

Redazione 3

Inchiesta Palermo, Cuffaro a capo del comitato d’affari. Il Pm: “Decideva appalti, nomine della sanità e truccato concorsi”

Mer, 03/12/2025 - 09:44

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Al centro dell’indagine della Procura di Palermo che ha portato all’arresto dell’ex presidente della Regione Totò Cuffaro, da oggi ai domiciliari, è finito una sorta di comitato d’affari, di cui l’ex governatore sarebbe stato dominus, che, secondo l’accusa, avrebbe deciso appalti, nomine dei vertici della sanità e truccato concorsi pubblici. Sotto la lente dei magistrati sono finite, tra l’altro, la “gara ausiliariato” bandita dall’Asp di Siracusa e il concorso pubblico a 15 posti a tempo indeterminato per operatore socio sanitario all’azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello di Palermo. Secondo la Procura, il direttore generale dell’Asp di Siracusa Alessandro Maria Caltagirone, la cui nomina sarebbe stata sponsorizzata da Cuffaro, con l’intermediazione del faccendiere Antonio Abbonato, dell’ex parlamentare calabrese Ferdinando Aiello e di Saverio Romano, avrebbero fatto vincere la gara alla Dussmann Service S.r.l., ottenendo, in cambio, il miglioramento delle condizioni contrattuali di due dipendenti segnalati da Cuffaro, la promessa di subappalti concessi dalla Dussmann a ditte “amiche” e un incremento del valore delle prestazioni e del volume dei lavori per cui la stessa azienda si sarebbe rivolta alla Euroservice S.r.l. di Sergio Mazzola. Per la Dussman avrebbero “trattato” con gli indagati Mauro Marchese e Marco Dammone, rappresentante legale e funzionario commerciale della srl. Mazzola era stato presentato loro come un amico personale da Saverio Romano. Per i pm sarebbe stato possibile pilotare la gara grazie alla complicità dei componenti della commissione aggiudicatrice e a Giuseppe Di Mauro, pubblico ufficiale, responsabile unico del procedimento. Il gip, però, ha ritenuto sussistenti le esigenze cautelari, pur riqualificando la contestazione da corruzione a traffico di influenze, solo per Cuffaro a cui sono stati notificati i domiciliari, e per Marchese e Dammone per i quali è stato disposto l’obbligo di presentazione alla pg e il divieto di esercitare attività d’impresa per un anno. Nel capitolo del concorso truccato sono invece coinvolti Roberto Colletti, ex direttore generale poi dell’azienda Villa Sofia Cervello e Antonio Iacono, direttore del “Trauma Center” della stessa azienda e presidente della commissione esaminatrice dell’esame. Colletti e Iacono avrebbero accettato promesse di favori, incarichi e sostegno politico da Cuffaro e Vito Raso, uomo di fiducia dell’ex presidente, per turbare il regolare andamento del concorso in modo che fra i vincitori risultassero soggetti segnalati dall’ex governatore. Per Cuffaro, Colletti e Iacono sono stati disposti i domiciliari, per Raso l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Quest’ultimo, avrebbe ricevuto le tracce del concorso, in anteprima, dai pubblici ufficiali, e le avrebbe fatte avere ai candidati. In cambio Colletti, grazie a Cuffaro, sarebbe stato confermato direttore generale e a Iacono sarebbe stata fatta la promessa di avere l’incarico di direttore dell’unità di Anestesia e Rianimazione. Nell’ultimo capitolo dell’inchiesta, infine, erano finite anche somme di denaro che, secondo l’accusa, sarebbero state fatte avere dall’imprenditore Alessandro Vetro, tramite l’ex governatore, e Carmelo Pace, capogruppo della Dc all’Ars, al direttore generale del Consorzio di bonifica occidentale della Regione Sicilia Giuseppe Tomasino. Vetro, procuratore speciale della S.M. S.r.l. e amministratore unico della M.G.V. Costruzioni S.r.l., avrebbe consegnato, in almeno un’occasione, soldi a Cuffaro e Pace perché li dessero a Tomasino, così cercando di aggiudicarsi gli appalti che l’ente avrebbe bandito. Per questa vicenda il gip ha respinto l’istanza di domiciliari per tutti. (ANSA).

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