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Caltanissetta, realizzazione della pista ciclabile tra viale Candura e Pian del Lago: incontro tra comune e associazioni ambientaliste

Redazione

Caltanissetta, realizzazione della pista ciclabile tra viale Candura e Pian del Lago: incontro tra comune e associazioni ambientaliste

Sab, 18/02/2023 - 09:32

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Si è tenuto nei giorni scorsi, su richiesta dell’Amministrazione Comunale di Caltanissetta, un incontro sul progetto di realizzazione della “Pista Ciclabile”, prevista tra le progettualità già finanziate di Agenda Urbana (Programma Operativo FESR Sicilia 2014/2020) e che vuole collegare in “mobilità dolce” il Comune di Enna con quello di Caltanissetta, per un importo complessivo di € 3.915.927,82 (di cui € 1.865.000 previsti per la parte ricadente nel nostro territorio).

All’incontro erano presenti l’Assessore Marcello Frangiamone, il Dirigente della Direzione II Giuseppe Tomasella, la P.O. dell’U.T.C. Eduardo Garito, il Presidente del WWF Sicilia Centrale Ennio Bonfanti, il Presidente di Legambiente Caltanissetta Ivo Cigna, il Responsabile provinciale della Lipu Aldo Sarto, il naturalista Amedeo Falci e alcuni residenti. In apertura dell’incontro, i rappresentanti dell’Amministrazione hanno presentato il progetto nelle sue linee generali e alcune tavole esplicative.

Da quanto riferito, la ciclovia lato Enna Bassa è già in fase di realizzazione, mentre entro poche settimane dovrebbero iniziare i lavori del tratto in sede propria (pista ciclabile delimitata da cordolo) tra la Stazione Centrale di Caltanissetta e Pian del Lago (incrocio con la via dei Giardini). In prossimità di via dei Giardini, inoltre, anche per risolvere un annoso problema fognario, la ciclabile sarebbe realizzata in copertura dell’esistente fossato/canale di scolo, all’interno del quale verrebbe posizionata una tubatura per collettare le fognature dei residenti, non ancora serviti dalla condotta comunale.

Criticità, invece, sono previste nel tratto tra l’incrocio viale S. Candura/via Angelo Musco e la via dei Giardini (dopo lo Stadio Tomaselli), poiché lungo questo tratto la ciclovia (per entrambi i sensi di marcia) avrebbe un ingombro complessivo di metri 3, ma – come riferito dall’Amministrazione – dal punto di vista operativo non è possibile procedere, per mancanza dei tempi tecnici, all’esproprio dei terreni e proprietà private che delimitano l’attuale nastro stradale.

Ne consegue che per la realizzazione della ciclovia si dovrà procedere all’abbattimento di un centinaio di alberi maturi (soprattutto Robinie e Olmi) per ricavare spazio. A fronte di questo impatto, l’Amministrazione ha previsto nel progetto la compensazione con la messa a dimora di circa 250 nuovi alberi (aventi dimensioni superiori a 2,5 metri di altezza), con piantagioni (o messe a dimora) lungo la strada interessata dalla ciclovia (circa 100) e nella scarpata presente tra via Leone XIII e via Padre Pio da Pietrelcina (circa 150).

Dopo la presentazione del progetto, le Associazioni ambientaliste Italia Nostra, Legambiente, LIPU e WWF hanno evidenziato di comprendere e condividere l’importanza dell’opera in oggetto, soprattutto in tema di sviluppo di una mobilità lenta e sostenibile, ma anche di utilità della stessa per aumentare la sicurezza dei pedoni, dei ciclisti e dei runner che ogni giorno fruiscono di quella strada in condizioni di grande pericolo (data l’assenza di una banchina ed una adeguata illuminazione) e per la migliore gestione dei reflui civili.

Allo stesso tempo, però, hanno fatto rilevare diverse problematicità dal punto di vista procedurale e per gli impatti ambientali: anzitutto è stata stigmatizzata l’impossibilità di poter studiare il progetto e di poterne verificare la qualità oltre che fornire i propri contributi migliorativi, visto il ritardo nella richiesta di confronto avvenuta quando ormai il progetto è nella sua fase esecutiva/realizzativa. La scelta del mancato coinvolgimento delle Associazioni ambientaliste – quali enti portatrici degli interessi diffusi e collettivi – nella fase di ideazione e progettazione, infatti, ha determinato la riduzione delle possibilità di dialogo costruttivo e propositivo, poiché oggi risultano ormai praticabili pochissimi spazi di manovra con qualche piccolo suggerimento di azione mitigatrice dell’inevitabile impatto.

Ancora, le organizzazioni ambientaliste hanno evidenziato che l’opera dovrebbe, in teoria, rientrare tra gli interventi “green”, ma invece – e paradossalmente! – sarà causa dell’abbattimento di un centinaio di alberi di alto fusto, con una conseguente importante diminuzione nella cattura della CO2 e una futura compensazione verde tutta da verificare. Un intervento progettuale corretto, pensato per tempo, avrebbe dovuto prevedere una maggiore salvaguardia paesaggistica e delle essenze arboree presenti lungo l’asse viario in questione, con la realizzazione della ciclovia – ove possibile – a ridosso dagli alberi esistenti, anche attraverso la procedura dell’esproprio di una modesta fascia laterale.

In merito alle misure di compensazione, infine, è stato rilevato che ad oggi non esiste – come invece sarebbe stato opportuno prevedere – un progetto organico sul nuovo verde da impiantare, per cui tali misure rischiano di apparire poco concrete o aleatorie. Alla fine dell’incontro le Associazioni hanno comunque evidenziato all’Amministrazione, qualora decidesse di procedere nei tempi previsti, l’opportunità di segnalare lungo la tratta interessata, con urgenza, gli alberi che si dovrebbero tagliare; di effettuare detti tagli prima del periodo di nidificazione degli uccelli, evitando dunque i mesi compresi tra marzo e luglio; di prevedere nel prossimo periodo autunnale, a compensazione del danno ambientale, la messa a dimora di almeno 500 esemplari tra alberi e cespugli autoctoni ed idonei agli ambienti urbani, soprattutto a partire da dove verrebbero tagliate le preesistenti piante; di realizzare con urgenza un vero e qualificato progetto del nuovo verde, da sottoporre a successivo confronto.

La riunione è terminata con l’intervento dei rappresentanti dell’Amministrazione che hanno ribadito le impostazioni progettuali e l’urgenza dell’intervento di realizzazione della ciclovia, anche per la favorevole occasione di costruzione della nuova condotta fognaria per i residenti di Pian del Lago, dando al contempo la piena disponibilità sulle azioni mitigatrici indicate dalle Associazioni ambientaliste.