Visione, futuro, giovani, ma anche Ucraina, Covid, responsabilita’, transizione digitale e stragi di ragazzi al volante. Il discorso di Fine anno di Sergio Mattarella, non lungo, solo 16 minuti, ha toccato molti temi, dal 75′ compleanno della Costituzione, bussola per tutti noi, alla necessita’ di pagare le tasse per far funzionare il Paese. Ma ecco, in parole chiave, il discorso di bilancio del 2022 e auguri per il 2023 rivolto dal Presidente della Repubblica agli italiani prima di Capodanno.
Anni complessi. “Care concittadine e cari concittadini, un anno addietro, rivolgendomi a voi in questa occasione, definivo i sette anni precedenti come impegnativi e complessi. Lo e’ stato anche l’anno trascorso, cosi’ denso di eventi politici e istituzionali di rilievo”. La rielezione. “L’elezione del Presidente della Repubblica, con la scelta del Parlamento e dei delegati delle Regioni che, in modo per me inatteso, mi impegna per un secondo mandato”.
La prima donna presidente del Consiglio. “Il chiaro risultato elettorale ha consentito la veloce nascita del nuovo governo, guidato, per la prima volta, da una donna. E’ questa una novita’ di grande significato sociale e culturale, che era da tempo matura nel nostro Paese, oggi divenuta realta ‘”. Tutti i partiti hanno avuto responsabilita’ di governo. “Nell’arco di pochi anni si sono alternati al governo pressoche’ tutte le forze politiche presenti in Parlamento, in diverse coalizioni parlamentari” costringendole a “misurarsi con le difficolta’ del governare”. “La concretezza della realta’ ha cosi’ convocato ciascuno alla responsabilita'” e ora “sollecita tutti ad applicarsi all’urgenza di problemi che attendono risposte”.
Italia democrazia matura. “La nostra democrazia si e’ dimostrata dunque, ancora una volta, una democrazia matura, compiuta, anche per questa esperienza, da tutti acquisita, di rappresentare e governare un grande Paese. E’ questa consapevolezza, nel rispetto della dialettica tra maggioranza e opposizione , che induce a una comune visione del nostro sistema democratico, al rispetto di regole che non possono essere disattese, del ruolo di ciascuno nella vita politica della Repubblica. Questo corrisponde allo spirito della Costituzione”.
La Costituzione, una bussola. “Domani, primo gennaio, sara’ il settantacinquesimo anniversario della sua entrata in vigore. La Costituzione resta la nostra bussola, il suo rispetto il nostro primario dovere; anche il mio”. L’invasione russa dell’Ucraina. “Il 2022 e’ stato l’anno della folle guerra scatenata dalla Federazione russa”, a cui Italia, Europa e Occidente hanno risposto con il sostegno al popolo ucraino. “Se questo e’ stato l’anno della guerra, dobbiamo concentrare gli sforzi affinche’ il 2023 sia l’anno della fine delle ostilita'”.
La ricerca della pace. “La pace e’ parte fondativa dell’identita’ europea e, fin dall’inizio del conflitto, l’ Europa cerca spiragli per raggiungerla nella giustizia e nella liberta’. Alla pace esorta costantemente Papa Francesco, cui rivolgo, con grande affetto, un saluto riconoscente, esprimendogli il sentito cordoglio dell’Italia per la morte del Papa emerito Benedetto XVI”. Una pace giusta. La responsabilita’ della tragedia “ricade interamente su chi ha Aggredito e non su chi si difende o su chi lo aiuta a difendersi. Pensiamoci: se l’aggressione avesse successo, altre la seguirebbero, con altre guerre, dai confini imprevedibili. Non ci rassegniamo a questo presente. Il futuro non puo’ essere questo”.
Liberta’. “La speranza di pace e’ fondata anche sul rifiuto di una visione che fa tornare indietro la storia, di un oscurantismo fuori dal tempo e dalla ragione. Si basa soprattutto sulla forza della liberta'” e dei “diritti” che sono radicati “nel cuore delle donne e degli uomini. Ancor piu’ forte nelle nuove generazioni. Lo testimoniano le giovani dell’Iran, con il loro coraggio. Le donne afghane che lottano per la loro liberta’. Quei ragazzi russi, che sfidano la repressione per dire il loro no alla guerra”.
Non dimenticare il Covid. “Dal Covid – purtroppo non ancora sconfitto definitivamente – abbiamo tratto insegnamenti da non dimenticare. Abbiamo compreso che la scienza, le istituzioni civili, la solidarieta’ concretamente sono risorse preziose di una comunita’, e tanto piu’ sono efficaci quanto piu’ sono capaci di integrarsi, di sostenersi a vicenda.
La sanita’ pubblica. “Occorre operare affinche’ quel presidio insostituibile di unita’ del Paese rappresentato dal Servizio sanitario nazionale si rafforzi, ponendo sempre piu’ al centro la persona ei suoi bisogni concreti, nel territorio in cui vive”. Il lavoro. “La carenza di lavoro sottrae diritti e dignita’: ancora troppo alto e’ il prezzo che paghiamo alla disoccupazione e alla precarieta'”.
La Repubblica siamo noi. “La Repubblica siamo tutti noi. Insieme”, le istituzioni, chi lavora nella pubblica amministrazione, chi fa volontariato, chi si impegna in famiglia, chi indossa la divisa, chi lavora o studia, chi fa impresa. Giusto pagare le tasse. “La Repubblica e’ nel senso civico di chi paga le imposte perche’ questo serve a far funzionare l’Italia e quindi al bene comune”. morale.
E’ grazie a tutto questo che l’Italia ha resistito e ha ottenuto risultati che inducono alla fiducia”, come testimonianza “l’importante crescita economica che si e’ avuta nel 2021 e nel 2022”. Le nostre imprese sono ripartite, le esportazioni sono aumentate, il turismo e’ un traino.
Speranza e visione. “Ci sono ragioni concrete che nutrono la nostra speranza ma e’ necessario uno sguardo d’orizzonte, una visione del futuro”. Un errore rinunciare alla modernita’.
” Dobbiamo imparare a leggere il presente con gli occhi di domani. Pensare di rigettare il cambiamento, di rinunciare alla modernita’ non e’ soltanto un errore: e’ anche un’illusione. Il cambiamento va guidato, l’innovazione va interpretata per migliorare la nostra condizione di vita, ma non puo’ essere rimossa. La sfida, piuttosto, e’ progettare il domani con coraggio”.
Transizione ecologica. “Mettere al sicuro il pianeta, e quindi il nostro futuro, il futuro dell’umanita’, significa affrontare anzitutto con concretezza la questione della transizione energetica. L’energia e’ cio’ che permette alle nostre societa’ di vivere e progredire. Il complesso lavoro che occorre per passare dalle fonti tradizionali, inquinanti e dannose per salute e ambiente, alle energie rinnovabili, rappresenta la nuova frontiera dei nostri sistemi economici. nuova cultura ecologista, registriamo la mobilitazione e la partecipazione da parte di tanti giovani”.
Trasformazione digitale. “L’uso delle tecnologie digitali ha gia’ modificate le nostre vite, le nostre abitudini e probabilmente i modi di pensare e vivere le relazioni interpersonali”, “la quantita’ e la qualita’ dei dati, la loro velocita’ possono essere elementi posti al servizio della crescita delle persone e delle comunita’ ” ma “occorre compiere scelte adeguate, promuovendo una cultura digitale che garantisca le liberta’ dei cittadini”.
Investire sulla scuola. “Il terzo grande investimento sul futuro e’ quello sulla scuola, l’universita’, la ricerca scientifica” grazie ai quali “prepariamo i protagonisti del mondo di domani”. “Il PNRR spinge l’Italia verso questi traguardi. Non possiamo permetterci di perdere questa occasione”. Le morti in strada. ” Siamo tutti colpiti dalla tragedia dei tanti morti sulle strade”, in particolare dei giovani. “Quando guidate avete nelle vostre mani la vostra vita e quella degli altri. Non distruggetela per un momento di imprudenza. Non cancellate il vostro futuro”. Gli occhi dei giovani. “Care concittadine e cari concittadini, guardiamo al domani con uno sguardo nuovo. Guardiamo al domani con gli occhi dei giovani. Guardiamo i loro volti, raccogliamo le loro speranze. Facciamole nostre. Facciamo si’ che il futuro delle giovani generazioni non sia soltanto quel che resta del presente ma sia il frutto di un esercizio di coscienza da parte nostra. Sfuggendo la pretesa di scegliere per loro, di condizionarne il percorso”.
Fiducia. “La Repubblica vive della partecipazione di tutti. E’ questo il senso della liberta’ garantito dalla nostra democrazia. E’ anzitutto questa la ragione per cui abbiamo fiducia”.

