Claudio Vassallo, esponente di “Tradizione e Futuro”, commenta le dimissioni dell’assessore Marco Andaloro e di come queste siano avvenute con poca visibilità se non con attraverso i giornali e da qualche “timido post” apparso sui social” .
“Leggo come l’assemblea di Circolo di San Cataldo del Pd (la stessa che una manciata di mesi fa gli chiedeva di non far mancare il suo impegno per il nostro Comune) abbia chiesto all’assessore Andaloro di scendere in campo per le regionali ed anche la narrativa che che accompagna tale scelta- ha commentato -. Narrativa che mira evidentemente a prevenire ogni considerazione politica su una decisione per la quale forse gli stessi comprendono come non ci sia molto di cui fregiarsi.
Queste considerazioni invece invece vanno fatte e inizio dicendo come la notizia non può non generare parecchie perplessità. Sorpresa, invece, no, stante che in città le voci, relative a tale ulteriore defezione dalla squadra di governo, circolavano già da parecchi giorni.
Perplessità, al contrario, si. Ciò non tanto perché le dimissioni dell’assessore Andaloro sono le seconde a cui i sancataldesi assistono nell’arco di poco tempo e che fanno sì che il 40% di una giunta (quella originaria), che in campagna elettorale si raccontava “forte” (politicamente) e “coesa” (attorno alle tante difficoltà che attraversa il nostro Comune) non ci sia più!
Colpisce la facilità con la quale le dichiarazioni di “attaccamento alla città”, nonché le “assicurazioni” circa il massimo impegno da profondere per affrontare la situazione difficile, nell’arco di appena sei mesi, siano state riposte nell’armadio delle buone intenzioni, pronte magari per un prossimo utilizzo, e sacrificate rispetto alle diverse valutazioni legate alle elezioni regionali.
Ora, è chiaro come sia legittimo coltivare ambizioni personali, ma non è questo il punto. Il punto è che gli impegni, una volta assunti dinanzi ad un’intera comunità, debbono essere mantenuti, salvo considerarli così “leggeri” come “l’aria”, che il “vento porta via”. Questo sì che lascia perplessi e, aggiungo, amareggia, poiché evidenzia come non sia sufficiente dichiararsi “giovani e nuovi” per esserlo effettivamente.
Un’altra considerazione è d’obbligo. Bene, pur non entrando nel merito delle dimissioni dell’ex assessore al bilancio, Gabriella Spinello, determinate da ragioni personali e familiari e pertanto assolutamente insindacabili e giustificabili, non si può non notare la diversa tempistica adottata per la sostituzione nei due casi. Infatti della nomina del nuovo assessore al bilancio non si ha notizia, nonostante siano già trascorsi quattro mesi dalle dimissioni e, soprattutto, nonostante il nostro Comune sia ancora in fase di dissesto finanziario; mentre con riferimento alle dimissioni dell’assessore Marco Andaloro, la sostituzione è avvenuta in tempi record. Mistero?
Vero è che approcciarsi a future elezioni, non da assessore (la legge non lo consente), ma con un assessorato “politicamente riconducibile” è certamente più agevole. Voglio sperare che non sia questa la discriminante che giustifica le diverse modalità seguite, perché diverrebbe il metro per valutare le priorità dell’azione politica adottate e quale, tra queste, sia il posto assegnato alle sorti del nostro paese e della sua comunità.
Aggiungo, a scanso di equivoci, come non sia possibile, e nemmeno ammissibile, pensare che si possa entrare e uscire dalle istituzioni a seconda del momento e delle circostanza, con la stessa facilità con cui si entra e esce da un albergo attraversando una “porta girevole”. Ciò rappresenterebbe un clamoroso e imperdonabile schiaffo politico all’intera città.
Inevitabile diventa quindi un’ultima considerazione: quali garanzie l’attuale sindaco ha preteso, se lo ha fatto, da coloro che ha coinvolto nell’avventura di governo, circa gli impegni assunti dalla sua giunta dinanzi (e per) la città e come intende (se intende) farle valere?
Voglio concludere con un auspicio: che si torni presto a rimettere al centro dei ragionamenti politici la nostra città, così come tutti affermavano di volere fare prima del voto”.

