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Rassegna Stampa: l’imprenditore Di Vincenzo ricorre per riacquisire i suoi beni

L. M. - La Sicilia

Rassegna Stampa: l’imprenditore Di Vincenzo ricorre per riacquisire i suoi beni

Mar, 08/06/2021 - 10:16

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Rassegna Stampa: l’imprenditore Di Vincenzo ricorre per riacquisire i suoi beni

L’abitazione di via Redentore, confiscata all’imprenditore Pietro Di Vincenzo, di Caltanissetta, deve essere sgomberata così come era stato notificato dall’Agenzia dei beni confiscati.

È quanto hanno stabilito i giudici del Tar del Lazio (sezione prima) a cui l’imprenditore nisseno si è rivolto nel 2014 dopo che era stato notificato l’ordine di liberare i locali perché già la Corte di Cassazione si era pronunciata sulla confisca definitiva del patrimonio dell’ex leader degli industriali siciliani.

L’imprenditore Pietro Di Vincenzo, rappresentato dagli avv. Claudio Ginevra e Luca Aliocchi, aveva chiesto – senza però ottenerlo – l’annullamento dell’ordinanza di sfratto del 2014 e la relativa richiesta di proroga avanzata dall’imprenditore per liberare definitivamente i locali. Il ricorso era stato depositato nel 2014 e dopo sette anni c’è la sentenza dopo l’udienza dello scorso mese di aprile.

L’appartamento di via Redentore era stato acquistato dall’imprenditore Di Vincenzo nel 1984, atto siglato il 31 luglio dell’anno successivo. Periodo che non rientra nelle contestazioni mosse all’imprenditore che poi hanno portato al terremoto giudiziario prima, con una sola condanna e poi alla confisca del patrimonio di oltre 265milioni di euro a seguito di una misura di prevenzione e delle accuse di alcuni collaboranti, malgrado nessuna condanna per mafia riportata da Di Vincenzo. Un acquisto, quello dell’immobile di via Redentore, inserito nel procedimento della misura di prevenzione e confisca dei beni.

Ma non è detta all’ultima parola perché l’imprenditore Di Vincenzo, alla luce anche dell’indagine sul suo successore alla guida degli industriali Nisseni Antonello Montante, sta andando avanti nella sua battaglia legale. E lo ha fatto con i suoi legali rivolgendosi alla Corte europea dei diritti dell’uomo, per chiedere la revoca della confisca. Procedimenti ancora pendenti, ma i giudici amministrativi (presidente Alessandro Tomassetti, consigliere Antonella Mangia e Francesca Petrucciani) non sono voluti entrare nel merito di ricorsi che ancora non hanno un esito anche perché rilevano che il ricorso principale presentato dall’imprenditore riguarda prevalentemente l’ordinanza di sgombero dell’immobile perché già di proprietà dello Stato.

Insomma l’imprenditore Di Vincenzo continua la sua battaglia in giro per i tribunali d’Italia dopo essere stato travolto dalle inchieste ed ora è anche parte civile nei vari processi del “sistema Montante”: Di Vincenzo si ritiene vittima dell’imprenditore di Serradifalco, con accessi al sistema informatico, ma anche con una campagna denigratoria che fece scattare la misura di prevenzione e la confisca dell’ingente patrimonio.

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