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Caltanissetta, scuole chiuse per DAD a richiesta: genitori firmano una petizione online per Musumeci

Redazione 2

Caltanissetta, scuole chiuse per DAD a richiesta: genitori firmano una petizione online per Musumeci

Dom, 18/04/2021 - 20:27

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Caltanissetta, scuole chiuse per DAD a richiesta: genitori firmano una petizione online per Musumeci

Domani tornerà a suonare la campanella negli istituti scolastici di Caltanissetta.

Da oltre un mese la città è in zona rossa e gli alunni, dall’infanzia in su, erano stati invitati a seguire la Didattica a Distanza attraverso un computer. Tra circa 12 ore, zaino in spalla, però, si tornerà in presenza.

Eppure in città proseguono i bollettini di morte e cresce il numero di positivi e di contatti stretti invitati a rispettare la quarantena.

Quasi fosse uno spartito musicale con le note che salgono o scendono di ottave, in città si guardano i numeri dei “nuovi positivi nelle ultime 24 ore”. Dati che consentono di spostare in avanti l’intervallo temporale e decretare “se” si dovrà restare in zona rossa e “se” sono presenti focolai in aula.

Al momento non ce ne sono. Dunque si rientra in aula.

Un’affermazione che non rassicura i genitori. Con 1 mese di DAD e assenza di contatto è ovvio che non ci siano stati contagi dentro le classi ma questo non assicura l’assenza di asintomatici.

Le “chat delle mamme”, quelle che ormai sono diventate le protagoniste indiscusse di barzellette, parodie e teatri di situazioni tragicomiche, adesso diffondono perplessità, dubbi, riflessioni.

I genitori sono divisi e le opinioni sono arroccate su due fronti. L’unica certezza è quella di non avere la garanzia che una delle due scelte sia la migliore o la più sicura rispetto all’altra.

C’è chi ha scelto di “accettare di convivere con il virus, ritenere le scuole luoghi sicuri nei quali mascherina, distanziamento e regole consentono di poter recuperare quel minimo di normalità necessaria per non far perdere del tutto il contatto con la realtà ai loro figli”.

C’è, però, un altro fronte. Ed è quello dei genitori ai quali “i conti non tornano”, quelli che si chiedono che fine abbiano fatto i 116 minori positivi annunciati fino a qualche giorno fa, quelli che pensano all’assenza di distanziamento tra i bambini, soprattutto quando utilizzano i servizi igienici, fanno merenda senza mascherina o si ammassano sulle scale per spostarsi dal cortile all’aula e viceversa.

Alcuni genitori hanno lanciato una petizione online per chiedere al Governatore Musumeci di tenere chiuse le scuole ed evitare che gli istituti possano diventare una bomba a orologeria. E l’invito alla firma è stato esteso a tutta la cittadinanza.

“Non è possibile creare una bolla protettiva e non sarebbe nemmeno risolutivo uno screening di massa” hanno commentato alcuni genitori che si definiscono allarmati e non ingiustamente allarmisti.

L’unica soluzione, per loro, sarebbe quella di mantenere la didattica a distanza, con tutti i suoi limiti e le sue difficoltà. Criticità che si riflettono su tutti e non solo nei genitori che lavorano e non sanno a chi affidare i propri figli.

Le scuole pubbliche, in una città come quella di Caltanissetta, sono un microcosmo dell’intera cittadinanza facendo incontrare allievi che vivono e frequentano zone e luoghi di tutto il territorio locale. Un focolaio potrebbe avere conseguenze drammatiche. Non è il momento di abbassare la guardia”.

Domani mattina i negozi resteranno chiusi ma le scuole torneranno aperte. Unica eccezione sarà la temporanea sospensione per la mensa per gli studenti che seguono il tempo prolungato.

Un paradosso che troppi ritengono incomprensibile. Nei negozi è possibile effettuare una sanificazione costante, il tempo di permanenza è limitato e si può garantire una buona aereazione.

Nelle scuole, invece, dalle 15 alle 25 persone (se non oltre in alcuni casi) possono restare per circa 6 ore riunite nello stesso ambiente, rimuovere la mascherina per mangiare e spostarsi per andare alla lavagna. E, talvolta, per il freddo alcune finestre restano chiuse o si scambia il materiale di cancelleria. Non si dovrebbe fare. Ma la realtà è che questo avviene, soprattutto tra i bambini.

A peggiorare la situazione c’è sempre il “rischio quarantena” per ogni classe nella quale sarà individuato un positivo. Un pericolo ritenuto ingiustificato e superfluo che si rifletterebbe su tutte le famiglie dei compagni. Molti genitori, infatti, per una giusta precauzione, nei mesi precedenti in attesa del tampone, hanno scelto di isolare non soltanto i figli identificati “contatti stretti” ma anche i fratelli o sorelle. E per tutti loro ha comportato non soltanto la paura del contagio ma anche un’interruzione delle attività didattiche. Una scuola, insomma, che per alcuni anche in questo anno scolastico ha proceduto a singhiozzo.

“Da un anno le nostre vite sono cambiate a causa dell’attuale pandemia da Covid 19, in particolare i nostri bambini sono stati privati di tutto: socialità, scuola, affetti e attività utili alla loro crescita – si legge nella descrizione della petizione – Alla luce di tali motivazioni si richiede al Presidente della Regione Siciliana l’adozione della Didattica a Distanza su richiesta”.

Per firmare la petizione per la DAD a richiesta, che in 24 ore ha già raggiunto 2100 adesioni, basta cliccare sul link e seguire le istruzioni https://bit.ly/3syPXTH

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