Salute

Governo al lavoro sulle nuove misure, verso proroga stop spostamenti tra regioni al 31 marzo

Redazione

Governo al lavoro sulle nuove misure, verso proroga stop spostamenti tra regioni al 31 marzo

Dom, 21/02/2021 - 20:12

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Governo al lavoro sulle nuove misure, verso proroga stop spostamenti tra regioni al 31 marzo

E’ in programma stasera una riunione, in video conferenza, tra il governo e i presidenti delle Regioni, in vista del Consiglio dei ministri convocato domattina per approvare il decreto Covid con le nuove misure restrittive anti contagio. All’incontro, secondo quanto riferiscono fonti governative, parteciperanno la ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini e il ministro della Salute Roberto Speranza. Sul tavolo l’eventuale proroga del divieto di spostamento tra Regioni in scadenza giovedì.

Verso proroga stop spostamenti tra Regioni al 31 marzo

Nella riunione del Consiglio dei ministri di domani è attesa la proroga degli spostamenti tra Regioni, in scadenza giovedì, fino al 31 marzo. E’ quanto si apprende da fonti governative. L’esecutivo – si spiega – dovrebbe approvare un nuovo provvedimento che estenda, quindi, fino alla fine del mese prossimo, tutte le misure in vigore nel precedente decreto Covid che stabiliva “dal 16 al 25 febbraio 2021 sull’intero territorio nazionale” il divieto di “ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o da situazioni di necessita’ ovvero per motivi di salute” e consentendo in ogni modo “il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione”.

Documento degli enti locali “Superare l’attuale ‘zonizzazione'”

“Il presupposto per assumere decisioni valide è individuare una strategia che si fondi su elaborazioni oggettive tecnico scientifiche sulla base delle quali la politica si assumerà la responsabilità della decisione. Occorrono misure nazionali di base omogenee, come avviene nel resto del mondo, che superino l’attuale zonizzazione, salvo prevedere misure piu’ stringenti per specifici contesti territoriali laddove i parametri rilevino significativi scostamenti”. E’ quanto si legge nel documento che riassume le proposte delle Regioni e delle Province autonome per i prossimi provvedimenti del governo inerenti le misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid 19. “Le limitazioni generali e quelle specifiche dovrebbero in ogni caso tener conto dell’analisi dell’esperienza sin qui condotta, valutando le restrizioni che si sono rivelate piu’ o meno efficaci, al fine di poter meglio soppesare quali attivita’ sia necessario chiudere o limitare anche con protocolli aggiornati”, si prosegue.

“Introdurre qualificazione rischio scuola”

“Nel quadro della situazione epidemiologica generale e territoriale, sarebbe necessario qualificare l’attività scolastica (al pari delle altre attivita’) con un’apposita numerazione di rischio” si legge nel documento che riassume le proposte delle Regioni e delle Province autonome per i prossimi provvedimenti del governo inerenti le misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid 19. “Occorre, in ogni caso, implementare le forme di congedo parentale nonché prevedere ulteriori risorse economiche a sostegno dei genitori, nel caso di chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per aggravamento della situazione epidemiologica”, si aggiunge.

Scatta oggi la nuova mappa delle Regioni

Sono scattate da oggi le nuove ‘colorazioni’ per tre regioni, Emilia Romagna, Campania e Molise, passate da gialle ad arancioni soprattutto per la diffusione delle varianti del covid.Nella nuova mappa del Paese non è prevista alcuna fascia rossa, ma Umbria e Provincia di Bolzano hanno già predisposto zone rosse a livello regionale. Da oggi dunque in queste tre regioni, come in tutte quelle arancioni, non ci si potrà spostare al di fuori dal proprio comune (tranne particolari esigenze e con l’autocertificazione) mentre ristoranti, bar, trattorie, pizzerie, gelaterie e pasticcerie dovranno restare chiusi chiusi salvo per asporto e consegna a domicilio: vietato consumare cibi e bevande all’interno. Supermercati e negozi al dettaglio di generi alimentari, librerie, cartolerie, tabacchi, ferramenta, negozi di abbigliamento per adulti e bambini, di informatica, articoli per la casa, l’igiene e il giardinaggio sono aperti sia in zona gialla che arancione. Aperti anche saloni di parrucchiere, barbiere e centri estetici.

Il pressing dei governatori

I cambi di colore arrivano mentre i governatori chiedono al governo Draghi “un cambio di passo” su Covid e vaccinazioni, a partire da un ripensamento del sistema della fasce per regione, e auspicano una diga ai contagi, ma anche misure che tengano conto dell’oggettiva realtà dei casi sul territorio e delle sofferenze economiche. Per il presidente della conferenza della Regioni, Stefano Bonaccini, “è necessario che i provvedimenti restrittivi regionali siano adottati con l’intesa del ministro della Salute”. L’altra richiesta è che “per i provvedimenti che introducono restrizioni particolari per singoli territori si attivino anche contestualmente gli indennizzi per le categorie coinvolte”.

Divide l’idea di un’Italia tutta in arancione

Sulla possibilità avanzata venerdì da Bonaccini di una Italia tutta in arancione, appoggiata da Toscana, Campania e Lombardia. è arrivata la frenata del vicepresidente della Conferenza, Giovanni Toti: “Il Paese si aspetta di ripartire”, ha sottolineato auspicando detto una zona gialla nazionale con eventuali zone arancioni o rosse su base comunale o provinciale.

La nuova mappa delle regioni

In fascia arancione ci sono ora Abruzzo, Liguria, Provincia autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Toscana, Umbria, Campania, Emilia Romagna e Molise. In fascia gialla: Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Valle Aosta e Veneto. Nessuna regione in fascia bianca, dopo che ci era andata vicina la Valle d’Aosta. La decisione è stata presa sulla base dei dati arrivati all’Iss. Per il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, in questa fase epidemica serve “grande prudenza, e un rafforzamento e intensificazione delle misure, anche con provvedimenti restrittivi mirati come stanno già facendo alcune Regioni”.

Attesa per il Cdm

Lunedì mattina, alle 9,30, si riunisce il Cdm presieduto da Draghi proprio per discutere delle restrizioni anti-Covid. Una delle prime decisioni che dovrà prendere il governo sarà quella sullo stop della mobilità tra Regioni col decreto che scade il 25 febbraio: l’intenzione, visti i dati, è quella di prorogare il blocco almeno fino la 5 marzo quando scade il dpcm attuale che norma le misure anti Covid.