Salute

Centri commerciali chiusi: una fiducia non ricambiata

Calogero Sanfilippo

Centri commerciali chiusi: una fiducia non ricambiata

Sab, 05/12/2020 - 23:48

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Centri commerciali chiusi: una fiducia non ricambiata

Leggendo l’ultimo dpcm nella parte in cui disciplina la chiusura dei centri commerciali mi sono venuti in mente alcuni episodi vissuti durante la mia infanzia. Avete presente quei piccoli/grandi traumi che molti di noi subiscono quando qualcuno, direttamente o indirettamente, ci fa capire di non avere fiducia in noi? Di non stimarci abbastanza? Insomma, di non prenderci nella giusta considerazione nonostante tutti i nostri sforzi per farci apprezzare?

Sarebbe troppo facile dal mio punto di vista limitarsi a dire che la chiusura dei centri commerciali è sbagliata, forse addirittura controproducente in relazione allo stesso principio cui tale chiusura appare finalizzata, la tutela della salute pubblica. In realtà l’elemento di tale provvedimento che più ci deve far riflettere è il fatto che sia il Governo a decidere per noi quali luoghi siano sicuri e quali no per il compimento di azioni che, anche quando rimangono permesse, possono essere fatte solo in alcuni luoghi e non in altri. Se poi i criteri utilizzati per tale scelta rimangono poco chiari e per certi versi incomprensibili, il quadro diventa ancora più allarmante.

Parlavamo di fiducia. Quella fiducia che forse i centri commerciali si sarebbero meritati. Quella fiducia che tanti imprenditori italiani che nei centri commerciali hanno investito, sicuramente meritano.

Forse in questo nostro amato Paese abbiamo dimenticato il valore della libertà o, più semplicemente, non sappiamo più riconoscere in quali rarissime circostanze possiamo accettare che certe libertà possano essere limitate. Il Governo ha deciso che i centri commerciali non sono sicuri, ma ha deciso anche che chi lavora nei centri commerciali non sarebbe stato in alcun modo capace di mettere in pratica delle misure di prevenzione, anche molto stringenti, adatte a tutelare clienti e dipendenti; ha deciso che tutte le professionalità che normalmente operano nei centri commerciali non sarebbero stati in grado di garantire il rispetto delle regole; ha deciso che le tecnologie delle quali i centri commerciali dispongono non sarebbero state in grado di garantire ingressi contingentati e mantenimento della distanza interpersonale. Insomma, il Governo ha deciso di non darci fiducia. Sarebbe troppo facile condividere le immagini degli assembramenti che già nella giornata di oggi si sono verificati in altri luoghi nei quali lo shopping è ancora consentito; troppo facile dire che molti luoghi in cui oggi è stato possibile andare a fare acquisti non hanno l’organizzazione, i presidi di sicurezza e gli impianti tecnologici che, da sempre, sono presenti all’interno dei centri commerciali.

Ci limitiamo qui a chiederci se le persone che hanno deciso per noi dove fare i regali di Natale, che sono poi le stesse persone che sino ad oggi hanno gestito tamponi e quarantene, ristori e vaccini, mascherine e scuola, meritano davvero la nostra fiducia, peraltro non ricambiata.