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Rassegna stampa. Emergenza Covid: negli ospedali Sant’Elia di Caltanissetta e Vittorio Emanuele di Gela sospese le attività ambulatoriali

Redazione

Rassegna stampa. Emergenza Covid: negli ospedali Sant’Elia di Caltanissetta e Vittorio Emanuele di Gela sospese le attività ambulatoriali

Sab, 21/11/2020 - 11:05

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Rassegna stampa. Emergenza Covid: negli ospedali Sant’Elia di Caltanissetta e Vittorio Emanuele di Gela sospese le attività ambulatoriali

CALTANISSETTA – Non solo la sospensione degli interventi chirurgici programmati negli ospedali “Sant’Elia” di Caltanissetta e il “Vittorio Emanuele” di Gela, ma ora anche la sospensione delle attività ambulatoriali negli stessi presidi sino al 14 dicembre, ad eccezione di quelle urgenti, brevi e oncologiche. A disporlo è stata l’Asp con una nota del 19 novembre, ma la notizia e che è stata… portata alla luce dall’avv. Annalisa Petitto, consigliere comunale di opposizione, che lo ha immediatamente comunicato al sindaco Gambino, invitandolo ad intervenire con il direttore sanitario dell’Asp Marcella Santino «in virtù di quella collaborazione fattiva che, in tutte le sedi, si pregia di avere con i vertici dell’Asp nissena».

«La sospensione delle attività ambulatoriali – aggiunge Annalisa Petitto – comporterà, per i nostri cittadini, la scelta obbligata di ricorrere al privato e, ove queste attività a pagamento non dovessero essere sostenibili, la scelta obbligata di rinunciare alla visita, alla diagnosi, alla cura. In un momento di gravissima crisi economica che la città sta attraversando, ritengo che privarla delle prestazioni ambulatoriali fino ad oggi garantite dal Servizio Sanitario Pubblico sia un colpo mortale e assolutamente immeritato».

L’avv. Petitto si dice convinta che non è stata «la “ottimizzazione delle risorse umane” ad aver indotto la direzione sanitaria dell’Asp a scelte così drastiche ed inaccettabili atteso che negli ambulatori grava lo stesso personale dei rispettivi reparti, e parrebbe escludersi anche che la sospensione delle attività ambulatoriali sia stata disposta per evitare assembramenti a ridosso degli spazi destinati a tali prestazioni: una maggiore organizzazione di fasce orarie e turni e una dotazione di un adeguato numero di personale, infatti, avrebbe risolto anche questo ipotetico problema».

Se poi a indurre l’Asp ad adottare i provvedimento può essere stata l’esigenza di evitare una commistione di utenze (Covid e no Covid), la consigliera comunale sottolinea che «la scelta dell’Asp di non utilizzare l’ospe – dale Raimondi di San Cataldo come ospedale Covid, non può ricadere sulla salute “ordinaria” dei nostri nisseni». Petitto invita quindi il sindaco a chiedere conto all’Asp dei posti letto effettivi in malattie infettive, alla Rsa e in Rianimazione.

Aggiungendo: «I dati rilevati ieri dal sindacato dei medici attestano che non corrispondono alla realtà, compresi quelli dall’Asp nissena. Sarebbe bene chiedere chiarezza in merito all’incremento di personale che l’Asp avrebbe dovuto predisporre in vista dell’aumento significativo dei posti letto che al 30 novembre dovrebbero essere di 90 per malattie infettive, di 50 alla Rsa e di 28 in Rianimazione». (di Lino Lacagnina, fonte La Sicilia)