Caltanissetta non può più aspettare: evento o azione?

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L’Assemblea Cittadina celebratasi mercoledì 12 giugno nell’atrio della Biblioteca Scarabelli su iniziativa della nuova amministrazione, è apparsa subito come una replica di un classico di vago sapore ruvoliano.

Tavoli, aree tematiche, ascolto, etc. Tutti temi usati (e abusati) dalla passata amministrazione, sedicente aperta al confronto, ma incline a tutt’altro, a cui va il merito di avere rappresentato una seducente sirena di

Ulisse per una città stanza piena di speranze.

Gli attori presenti all’evento sono sempre gli stessi.

Pensionati, apprendisti politici, comitati di quartiere (ciò che ne sopravvive) ed i nostri commercianti (eroi ormai), alla ricerca di una soluzione per le loro attività, e quindi (circostanza non chiara ai più) ad una fetta importante dell’economia locale. Giovani contati sulle dita delle mani.

Tutti accomunati dall’essere sfondo al nuovo potere politico, costantemente impegnato quest’ultimo, nell’organizzazione di un nuovo evento che possa offrire visibilità. I politici, sappiamo bene, mal digeriscono la silenziosa laboriosità all’interno dei palazzi del potere. Mai paghi del consenso, devono rinfrescarlo, ed ogni occasione è buona.

Il livello di quanto di ciò si coniuga in azione va dimostrato, ed occorre far presto, sfatando la dicotomia tra pensiero (evento) e azione.

Lodevole l’avvicinarsi alla gente, ma ciò dovrà avvenire in un tempo (breve) prefissato. La città è in attesa di fatti. Non può permettersi altri cinque anni di eventi.

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