In questo abbraccio con il Sindaco di #caltanissetta Giovanni Ruvolo, al quale sarò grato e riconoscente per sempre, c’è tutta la mia emozione infinita per qualcosa che va al di là del riconoscimento formale della cittadinanza onoraria: c’è la città di mio padre; c’è lui, mio padre con mia madre, capaci di amarsi in qualsiasi parte del mondo, lontano dalle loro famiglie; ci sono i viaggi “fiabeschi” tra Scilla e Cariddi con i miei fratelli Luigi e Salvatore; c’è la mia infanzia con tutti i miei parenti nisseni, le mie zie Tiziana e Dalila, i miei cugini Vanni, Ascanio, Ranieri, Elio e Mattia; c’è la vita di un tempo che mi porterò dentro per sempre; c’è mia nonna Sara e i suoi occhi neri, nerissimi, forse un po’ i miei; c’é mio nonno Totò che non ho mai conosciuto, ma che ho incontrato, ogni giorno, nelle parole di mio padre, per tutta la nostra vita insieme; c’è la speranza di essere bravo come lui, un giorno, a raccontare, a mia volta, il nonno perfetto che sarebbe stato con i suoi nipoti, per loro vivo nei miei racconti e nelle mie canzoni; c’è l’amore per la Sicilia tutta, condiviso con i miei Negramaro che non finirò mai di ringraziare anche per questa grande bellezza; c’è la magia di una città che ha saputo farmi sentire parte di essa fin da bambino; c’è la “settimana santa” che, anche per uno “distratto”come me, diventava il centro del mondo, sempre; c’è il mio amico Salvo La Rosa official con le sue telefonate sorprendenti e inaspettate fatte alla sua più grande fan, mia nonna Sara; c’è il salento, il mio salento, che ascoltava con stupita ammirazione le mie descrizioni mitologiche di una Sicilia che attraverso di me oggi e attraverso mio padre ieri, è sempre più vicina alla mia terra d’origine; c’è il countdown verso i giorni di festa; c’è il palazzo di nonna e le pallonate giù in cortile; c’è il primo odore di libertà adolescente tra le strade del centro; ci sono gli occhi sgranati sulle Vare e sulle ragazzine in processione; le mie belle “cugine siciliane”; c’è il Capitano della Real Maestranza e l’urlo forte, tanto spaventoso, quanto ammaliante, dei Fogliamari: “e gridamu tutti!”; ci sono le loro “ladate”… (a proposito, grazie per l’omaggio incredibile di ieri); c’è l’odore di zucchero filato e delle panelle… ci sono le panelle, sì! E mio padre, che mi ha insegnato ad amarle come nettare divino; c’è l’incredulità di ieri ad assistere ad un omaggio di tanti artisti nisseni bravissimi in mio onore… da non crederci!!!
C’è il Redentore e la sua vista infinita a valle; c’è ogni giorno, ogni ora, ogni minuto che ho vissuto aspettando quel viaggio in macchina con tutta la mia famiglia; c’è l’amore per i viaggi, per la musica e per il mondo intero.
Grazie per tutto questo, Sicilia.
Grazie per tutto il bene che mi hai dato.
Grazie per quel padre che hai cresciuto fino a me, Caltanissetta!!!
Torno da casa a casa!!!
Un modo unico e fortunatissimo per sentirsi amati ovunque!
Il vostro concittadino,
Giuliano.
Caltanissetta, Giuliano Sangiorgi su facebook: “Grazie per un’emozione infinita, il vostro concittadino”
Gio, 29/03/2018 - 14:36
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