CALTANISSETTA – “Se ognuno di noi fa qualcosa allora si può fare molto”. La frase è stampata su ognuna delle magliette indossata dagli operatori e dai 120 ragazzi di 12 comunità, penali e amministrative provenienti su tutta la Sicilia. A pronunciarla, un po’ di anni fa, era stato Don Pino Puglisi, ucciso da Cosa Nostra il giorno del suo cinquantaseiesimo compleanno per via del suo instancabile impegno sociale dedicato, soprattutto, ai giovanissimi. Una figura indimenticata quella del parroco palermitano, proclamato nel 2013 beato che, come è ormai consuetudine, è stato ricordato con un memorial cui hanno partecipato i minori ospiti di comunità in ogni parte dell’Isola. Una giornata, quella di ieri, all’insegna dello sport, cui hanno preso parte anche il giudice Giovanbattista Tona e il direttore della comunità penale minorile di Caltanissetta, Maria Grazia Carneglia, e organizzata dall’operatore della comunità Giuseppe Prizzi. “Quest’anno – ha spiegato Maria Grazia Carneglia – siamo alla quarta edizione. Il torneo di calcio vuole ricordare la figura di Don Pino e quanto lui si sia speso per i giovani di Brancaccio e per i ragazzi in generale. Siamo giunti a questa quarta edizione con tante difficoltà però abbiamo fatto in modo di esserci ed è una bella soddisfazione perché ci sono più di 120 ragazzi provenienti da tutte le comunità della Sicilia. Moltissimi sono giovani stranieri che non conoscono la figura di Don Pino ma ai quali, tramite dei mediatori, abbiamo cercato di far comprendere il senso di questa figura. Le difficoltà sono legate ai fondi perché chi ci ha patrocinato gli scorsi anni, in particolare il Comune, al momento è impossibilitato a gestire anche piccole somme e quindi, per altre via, abbiamo trovato i soldi necessari per l’assicurazione e per l’ambulanza fornita dalla Croce Rossa. In particolare devo ringraziare la Siciliacque che è un ente regionale che ci ha dato un grossissimo contributo consentendoci la realizzazione dell’evento”. Queste le comunità che hanno preso parte all’evento: Casa Guttilla (Caltanissetta), Consorzio Vita Progetto (Caltanissetta), Casa Amica (Agrigento), Il Faro (Nicosia), Padre Nostro (Palermo), Il Grillo Parlante (Aragona), Arcobaleno (Sciacca), Casa dell’Angelo (Caltanissetta) e la comunità penale per minori del capoluogo. “Qualsiasi attività che richiede impegno – ha detto il giudice Giovanbattista Tona – e una certa forma di disciplina aiuta a recuperare una dimensione di relazione ordinata nella comunità. Lo sport che si pratica oggi è uno sport di squadra e quindi insegna il modo per vincere stando insieme agli altri, vincendo tutti insieme, che è esattamente l’opposto di quello che accade quando si mettono in atto comportamenti devianti. Il senso di squadra è un’altra palestra ma può anche fare male, perché se uno si innamora troppo della propria squadra, e vede l’altro come nemico, può perdere il senso delle regole pur di far vincere il proprio gruppo. In un torneo di calcio si può lavorare su questo gioco di equilibri: si capisce cosa significa partecipare ad un campionato e significa capire che si è migliori quando, rispettando le regole, si dimostra di essere più bravi degli altri”.
Caltanissetta, 120 minori arrivati da tutta la Sicilia per ricordare Don Pino Puglisi con un torneo di calcio
Sab, 10/09/2016 - 11:07
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